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Var o non Var? Come sta cambiando il calcio italiano

Mentana le ha già ribattezzate “chiacchiere da VAR”, noi ci adeguiamo e proviamo a farne un primo resoconto dopo queste due giornate iniziali di Serie A.

Cominciamo con il dire che l’Accademia della Crusca ha confermato la versione maschile del sostantivo, quindi scriveremo “il VAR”. Per i pochissimi che ancora non lo sapessero, il VAR è il sistema che dalla prima giornata di questo campionato coadiuva gli arbitri di serie ed ha un duplice funzionamento. Due arbitri fuori dal campo seguono la partita da uno schermo che dà loro la possibilità di rivedere gli stessi replay che vediamo noi spettatori da casa nostra, il loro intervento può essere autonomo o richiesto dall’arbitro in campo. L’arbitro può quindi chiedere consulto su ciò che crede di non aver visto in modo ottimale e viceversa gli può essere fatto notare di essersi fatto sfuggire qualcosa. Il regolamento definisce anche quali episodi possono essere rivisti al Var: gol, rigori, espulsioni dirette e scambi di persona.

Nella partita Bologna-Torino della prima giornata l’arbitro Massa annulla un gol a Berenguer, valutando in fuorigioco Belotti che partecipa all’azione. Il consulto del Var evidenzia però che un tocco di Destro ha in realtà rimesso in gioco Belotti. In questo caso non è stato possibile assegnare il gol al Torino, poiché la decisione riguardo il fuorigioco non è modificabile dopo il controllo del replay. Non a caso Mihajlovic a fine partita espresse le sue perplessità sul funzionamento del Var. Finora gli episodi decisi con il Var sono stati tredici. Alcuni hanno evitato sviste madornali, i due rigori assegnati contro la Juventus sono particolarmente evidenti, altri hanno fatto luce su situazioni effettivamente dubbie.

Le polemiche però hanno riguardato in particolar modo le situazioni in cui l’arbitro ha scelto di non far ricorso al Var. Perché ricordiamo che non c’è alcun obbligo da parte dell’arbitro di affidarsi al Var. Diciamo che per ora il Var ha aiutato, ma poteva aiutare di più e meglio? Certamente si. Questa prima stagione servirà a valutarne l’efficacia, siamo certi però che non placherà le polemiche del tifoso italico.

Marco Sigillo

Classe 1991, laureato in Scienze Politiche e Relazioni Internazioni all’Università Federico II di Napoli. Appassionato di comunicazione e scrittura, collabora con 081news dal dicembre 2015, interessandosi soprattutto di temi di portata nazionale ed internazionale. Giornalista pubblicista dal 2019.