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V-Day: al via in Italia il vaccino, poi si va avanti con le “primule”

L’Italia accetta la sfida dell’UE e comincia a vaccinare i propri cittadini contro il coronavirus il 27 dicembre, in contemporanea con tutti gli altri Paesi membri. Si tratta di una prima tranche di 9750 dosi del vaccino Pfizer che sono arrivate il 26 allo Spallanzani di Roma. Le dosi, ha spiegato l’ANSA, sono divise per tutte le regioni in base ad una percentuale in base al totale previsto per ogni regione nella prima distribuzione. Ad avere il maggior numero di dosi per la prima somministrazione simbolica sarà dunque la Lombardia, con 1.620 dosi, seguita dall’Emilia Romagna (975), dal Lazio (955), dal Piemonte (910) e dal Veneto (875). Le regioni che riceveranno meno dosi sono la Valle d’Aosta (20), il Molise (50) e l’Umbria (85).

La prima persona ad essere vaccinata è stata un’infermiera dello Spallanzani, Claudia Alivernini, assieme alla professoressa Maria Rosaria Capobianchi, e all’operatore sociosanitario Omar Altobelli. In Campania tiene banco un “caso”: il presidente De Luca è stato vaccinato ma non si sa bene ancora perché visto che i vaccini erano riservati al personale sanitario. Altro argomento di discussione riguarda l’Ungheria che, contravvenendo al simbolico accordo con l’unione, ha cominciato la campagna di vaccinazione un giorno prima.

A gennaio partirà poi il piano di vaccinazione che prevedrà 30 milioni di dosi in 3 mesi. Le vaccinazioni di massa dovrebbero avvenire in “stazioni” con delle primule come simboli. “L’Italia riparte con un fiore“, è infatti la campagna comunicativa del Commissario Arcuri con la collaborazione dell’architetto Stefano Boeri che hanno scelto un fiore piuttosto comune in Italia e tra i primi a schiudersi alla fine della stagione fredda. L’idea, ha spiegato Boeri, è di offrire un’immagine coordinata per l’intera campagna, utilizzando un simbolo associato all’idea di ripresa e di ritorno alla vita.

I padiglioni saranno strutture cilindriche con separatori interni mobili, che potranno quindi essere spostati per organizzare diversamente gli spazi a seconda delle esigenze. La copertura avrà pannelli solari per la produzione dell’energia elettrica necessaria al padiglione, mentre la struttura principale sarà in legno e potrà essere smontata e rimontata in aree diverse della città. La forma circolare dovrebbe favorire un flusso ordinato dei visitatori e del personale sanitario che si occuperà di somministrare i vaccini.