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Finalmente il campionato: il Napoli “sbircia” l’Arsenal e respinge il mercato

Solo due lunghe settimane e sembrava non finissero più. Quattordici giorni come cento, per alcuni mille, perché la nostalgia ha preso il sopravvento, mentre il calcio, quello dei club, se ne stava nascosto in un angolo, prima di riapparire. Accadrà molto presto, per il Napoli domenica, con la Roma che chiama e le insidie del caso, una partita complicata tra dubbi di formazione e le scorie di un lungo periodo d’astinenza riempito dalle voci di mercato, dagli spifferi sul futuro di questo o quel calciatore, dall’attesa per una partita, quella con l’Arsenal, che è già nella mente e potrebbe diventare pericoloso col campionato alle porte.

SI RIPARTE. Si giocherà domenica, ore 15, allo stadio Olimpico, contro una squadra che avrà tante motivazioni, forse troppe, ma anche problemi che tarpano le ali, frenano l’istinto, costringono Ranieri – un traghettatore, ma non lo meriterebbe – a contare gli infortunati e i punti che separano la sua squadra dalla Champions League. Il Napoli, della Champions, è già certo da tempo, sa che la qualificazione è pura formalità così come lo scudetto pura utopia. Ecco perché le motivazioni, che ritornano, potrebbero risultar decisive, perché si gioca coi piedi ma anche con la testa, e questo Ancelotti lo sa bene, l’ha scoperto col tempo, e lo ricorderà anche ai suoi giocatori che, uno dopo l’altro, sono rientrati dopo gli impegni con le proprie Nazionali.

FUORI IL MERCATO. Il mercato è un’onda travolgente ma il Napoli, nei limiti del possibile, ha sorretto una diga per impedirgli di allagare i pensieri. Ci sarà tempo per riflettere sul futuro di Insigne, sul colpo Lozano, sulle parole di De Laurentiis (“qualcuno potrebbe andar via“) e su ogni altro indizio che molti vorrebbero presto convertire in prova. Il divertimento è assicurato, d’altronde la rosa subirà una profonda (ma non eccessiva) rifondazione, ma la priorità va al campo, alla Roma e poi a tutte le altre, infine all’Arsenal e a quel sogno, l’Europa League, che si conquista lentamente, senza fare calcoli ma neppure disdegnandoli.