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Tim Cup, è l’anno delle sorprese: due favole, una ghiotta occasione e un tabellone spaccato a metà

Se la chiamano Coppa Italia e non Coppa Serie A un motivo ci sarà. Chi vi partecipa dal primo turno eliminatorio ha il diritto di sognare e lo fa in grande. Non c’è da meravigliarsi, dunque, se nel tabellone attuale siano ancora in vita squadre come Alessandria, Spezia e Carpi, rispettivamente Lega Pro, Serie B e zona retrocessione in Serie A. Tre eccezioni tra le otto più forti della manifestazione, tre casi rari che proveranno a farsi spazio e nel frattempo – in attesa dei quarti di finale – condividono fieri il tabellone con Milan, Lazio, Juve, Napoli e Inter.

GENOA FERITA DA UN GENOANO. Il gol dell’ex è un classico nel mondo del calcio. Lo sa bene Gasperini, Marassi, il Ferraris e pure Lamanna, trafitto da Manuel Marras, classe ’93, genovese e genoano, talento dell’Alessandria cresciuto nel settore giovanile del grifone. Il rimpianto, per il club di Preziosi, è quello di essersi lasciati sfuggire un calciatore simile: imprevedibile, rapido, tecnico. Martedì scorso ha deliziato la platea dello stadio Luigi Ferraris con un gol da attaccante puro ed un assist da giocatore vero, intelligente, generoso e dunque completo. In realtà la giovane età è ancora un lusso che Marras custodisce in silenzio, l’arma in più che in futuro potrà certamente permettergli di scalare le categorie e, perché no, sognare un giorno di (ri)vestire la sua maglia, quella rossoblù, colori della squadra del suo cuore che, ironia della sorte, è anche la stessa che ha eliminato agli ottavi. Ma l’Alessandria di Angelo Gregucci (vecchia conoscenza del calcio campano dati i trascorsi in panchina con Salernitana e Casertana), prima nel Girone A di Lega Pro, è un collettivo di talento ed esperienza che al quarto turno eliminatorio aveva già espugnato il Renzo Barbera battendo il Palermo di Ballardini. Non è più una sorpresa e, “agevolata” dai quarti con lo Spezia, culla ora il sogno di raggiungere una storica semifinale.

DI CARLO BATTE GARCIA. Tra i due non c’è paragone: passato, curriculum ed anche presente diverso. Ma mercoledì, per quasi due ore, il duello a distanza è stato vinto dall’allenatore di Cassino. Mimmo Di Carlo batte Rudi Garcia perché il suo Spezia supera la Roma ai rigori ed accede incredibilmente ai quarti di Tim Cup. La disfatta giallorossa si consuma dagli undici metri ma anche prima, quando lo 0-0 aveva reso già nerissimo il pomeriggio di (vana) speranza dei pochi intimi presenti allo stadio Olimpico. La Roma di Dzeko, Salah, Pjanic e De Rossi incapace di battere lo Spezia, undicesimo in Serie B, squadra per nulla timorosa ed anzi coraggiosa nell’affrontare la Roma a viso aperto e, soprattutto, intelligente nel percepire il momento di difficoltà dei giallorossi. Dal dischetto errori fatali di Pjanic (uno specialista) e Dzeko, specchio di una stagione tremendamente fallimentare perché lontana dalle iniziali aspettative. La Roma crolla agli ottavi, lo Spezia avanza felice ed attende con ansia il quarto di finale con l’Alessandria del prossimo 20 gennaio.

OCCASIONE GHIOTTA. Il Milan, intanto, fa due calcoli e si accorge che – sulla carta – ha la strada spianata verso la finale. Il tabellone di Tim Cup, infatti, è spaccato in due: da una parte Milan-Carpi (che ha eliminato la Fiorentina al Franchi) e Spezia-Alessandria, dall’altra Napoli-Inter e Juventus-Lazio. Abissi tecnici ed anche un pizzico di rimpianto nell’apprendere che due delle quattro “big” sopra citate saluteranno la competizione già a gennaio. Ma la storia recente insegna che tutto può succedere e che i valori tecnici, per novanta minuti, possono anche essere accantonati, così come i pronostici e le (false) certezze. Per maggior info chiedere a Palermo, Fiorentina, Genoa e, soprattutto, Roma.

Fabio Tarantino

Giornalista e speaker, voce di Radio Punto Zero