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Nola, dalle tribune al campo: il tifo organizzato in un torneo di calcetto con cittadini e tifoserie gemellate

Dopo 11 anni il gruppo di tifo organizzato a Nola, gli Essepienne, comunica un cambiamento importante: tutti i gruppi della tifoseria nolana viaggeranno sotto un unico striscione. Nessuno scioglimento, ma solo una comune sigla che unirà i tifosi della gradinata: Vecchi Ideali.

Per festeggiare questo evento, ma anche per lanciare altri messaggi, è stato organizzato il 27 luglio un torneo di calcetto con cittadini, appassionati e supporters delle tifoserie amiche. 400 partecipanti, gruppi venuti dal Lazio, dalla Puglia, dalla Sicilia, tanti cittadini interessati, balli, cori e cena tutti insieme. Dalle 16 alle 20, presso il Centro Sportivo Maracanà in località Boscofangone, è andata in scena una manifestazione sportiva che ha coinvolto molte persone, vinta poi dalla squadra Tradizione e Appartenenza. Abbiamo fatto alcune domande agli organizzatori:

Com’è nata l’idea di questo raduno sotto forma di torneo? 

L’idea è nata in conseguenza del recente cambiamento organizzativo nel panorama del tifo organizzato nolano. Da alcuni giorni, infatti, abbiamo scelto di unire sotto un unico striscione tutti i gruppi della tifoseria bianconera. Non ci sono stati scioglimenti ma solo una unificazione, questo per abbattere le barriere e coinvolgere la cittadinanza a sostenere e seguire la squadra della propria città. Un segnale per i nostri concittadini ma anche per le altre tifoserie amiche. Abbiamo deciso di passare una giornata all’insegna dei nostri valori, ovvero l’amore per un calcio pulito e sano.

Qual è stata la risposta in termini di pubblico? 

Devo dire che la città di Nola, che nella maggior parte dei casi non ha mai seguito con costanza eventi come questi, ci ha offerto un buon sostegno in questa occasione, sia economicamente che moralmente. Forte e importante è stata anche la risposta delle tifoserie amiche: sono venuti da Sora, Modica, Fondi, Cerignola, Eboli, ma anche da Marigliano, Torre Annunziata e una delegazione del tifo organizzato da Napoli. Amicizie nuove e vecchie che si sono confermate in questa giornata di festa e di sport. Ci siamo interfacciati con gruppi più giovani ma anche più vecchi. Abbiamo da imparare e da migliorare, è il primo passo per questo nuovo progetto.

Quali sono state le difficoltà nella creazione di un evento del genere?

Difficoltà ce ne sono state ma non abbiamo patito lo stress. Abbiamo organizzato tutto in 20 giorni; ognuno però, nel pieno rispetto del compito altrui, ha dato il suo contributo alla realizzazione di questa giornata. Siamo soddisfatti, ci sono cose che dobbiamo migliorare, ma era il nostro primo anno che organizzavamo un evento del genere.

C’è un messaggio in particolare che volete mandare?

Noi vogliamo mandare un messaggio alla nostra città ed alla nuova amministrazione: Nola non può fare a meno del calcio. Il calcio qui, come in altre città, è un bene comune, un settore attivo ogni anno che crea aggregazione in ogni momento. Il nostro appello è volto affinchè la gente venga allo stadio, sostenga la squadra della propria città e segua la sua evoluzione, un interesse che non deve vedersi solo a giugno.