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Perchè si festeggia il Primo Maggio?

Il Primo Maggio è universalmente riconosciuta come la giornata dedicata al lavoro e ai lavoratori. Ma perchè si festeggia proprio l’1 maggio?

Le origini devono essere rintracciate negli USA, in particolare a Chicago. Il primo maggio del 1886 furono organizzate manifestazioni popolari per estendere a tutto il territorio la legge delle 8 ore lavorative che era stata 19 anni prima promulgata nell’Illinois. Una grande movimentazione fu organizzata nei pressi di una fabbrica di mietitrici ma la polizia fu chiamata a reprimere la sommossa e sparò, uccidendo due manifestanti. 3 giorni dopo gli anarchici risposero con un assembramento ad Haymarket Square, fu lanciata una bomba che uccise almeno 6 poliziotti, i quali risposero a loro volta sparando sulla folla. Gli anarchici arrestati furono condannati a morte ma col tempo in diversi Paesi del mondo si cominciò a considerare il Primo Maggio come giornata di commemorazione. La svolta avvenne nel 1889 quando la Seconda Internazionale a Parigi decretò ufficialmente quel giorno come Festa Internazionale dei Lavoratori.

In Italia, dove la Festa fu ratificata nel 1891 e nel ventennio Fascista spostata al 21 aprile (in concomitanza con i festeggiamenti fascisti per la nascita di Roma), il Primo Maggio è legato anche alla strage di Portella della Ginestra. L’1 maggio 1947 nella località appartenente al Comune palermitano di Piana degli Albanesi si riunirono centinaia di lavoratori, molti dei quali braccianti. C’era da festeggiare la nuova coalizione tra socialisti e comunisti nata nell’Assemblea Regionale e la Festa dei Lavoratori spostata nuovamente al Primo Maggio dopo il Ventennio Fascista, ma c’era anche da protestare contro il forte latifondismo siciliano. In quel luogo uno dei più noti socialisti siciliani, Nicola Barbato, aveva tenuto famosi discorsi e sembrava il posto adatto per chiedere a gran voce la riforma agraria. La strage, su commissione, fu effettuata dalla banda del bandito Salvatore Giuliano che sparò per un quarto d’ora sulla folla provocando almeno 11 morti e 27 feriti. Giuliano morì braccato dai carabinieri e i suoi uomini furono condannati all’ergastolo. Molte furono le ipotesi sui mandanti, sono stati tirati in ballo negli anni i servizi segreti USA, il politici italiani (uno su tutti il ministro dell’Interno del tempo, Luigi Scelba) e la mafia locale bramosa di conservare il suo potere dopo le proteste e le richieste dei lavoratori.