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Con “Scarpe doppie e cervella fine” ecco i nuovi spettacoli all’Auditorium di Saviano

Nella serata del 2 febbraio la compagnia “Summa Villa” da Somma Vesuviana ha messo in scena la commedia Scarpe doppie e cervello fine di Gaetano Di Maio, storico autore teatrale napoletano morto nel 1991. Sotto la regia di Maria Acanfora, la tradizionale commedia napoletana è stata messa in scena da una compagnia amatoriale di per lo più composta da giovani attori che non ha sfigurato dinanzi al folto pubblico dell’auditorium di Saviano.

La commedia, dalla trama molto leggera, si svolge su uno sfondo rurale in cui tutto viene esasperato. Bugie, equivoci, battute e battutacce, grossolani errori di grammatica italiana verbale e di coniugazione dei verbi, tutti elementi che fanno ridere ripetutamente il pubblico in sala. La scenografia dà vita ad un cortile di accesso ad un fabbricato rurale dove dallo sfondo agricolo si accede tramite un classico cancello con muretto caratteristico a delineare un’area di cortile interno.

Tra i personaggi principali che danno vita alle vicende troviamo: don Vincenzo, ex colonnello dell’esercito e quindi dal temperamento rigido e severo, suo figlio Gabriele, nato come vorrebbe far credere il padre dal matrimonio con una baronessa, innamorato e compagno di vita di due donne, una di campagna (ovvero Graziella, incinta) e una di città, Jolanda, dai modi gentili e raffinati. Non meno importante è il personaggio di Angelarosa, la cameriera, che con i suoi modi invadenti rivelerà la propria identità di madre di suo figlio Gabriele, avuto dopo una relazione con il colonnello Vincenzo. Infine c’è Delfino Carusiello, soprannominato “il Porco“, probabilmente la figura più comica dell’opera nella sua teatralità. Ed è proprio a quest’ultimo personaggio che Don Vincenzo vorrebbe destinare la contadina sedotta dal figlio Gabriele, per far sposare il figlio con la fidanzata di città.

Insomma, una classica commedia napoletana del passato fatta di battute maliziose ed equivoci, ma sempre attuale, con un titolo che vuole riferirsi ad un vecchio proverbio con un significato velato: le apparenze ingannano e molte volte le scarpe da contadino sono indice di cervelli ottimi.

La rassegna teatrale della città di Saviano continua con altri appuntamenti: il 9 Febbraio ci sarà la compagnia teatrale “Ricomincio da tre” da San Giorgio a Cremano a presentare “Vita, Morte e Miracoli“, opera teatrale scritta da Antonia Tudisco e Franco De Cenzo, con regia di Maria Autiero. A seguire il 1 marzo con la compagnia “La combriccola” da Marigliano ci sarà l’opera teatrale “Gennaro Belvedere, testimone cieco“, di Gaetano e Oscar di Maio con regia di Francesca Mautone.

Annibale Pietro Napolitano

Classe '90, dedito ai temi legati all'ambiente e alla società nel suo insieme. Ha fatto studi classici, è appassionato di narrativa e di cinema.