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Sperone: cavalcavia n.22 ancora sotto sequestro, rabbia dei proprietari delle fabbriche

Ancora disagi a Sperone dopo la chiusura del cavalcavia n.22 dello scorso 5 giugno. La strada, inaugurata nel lontano 1964, era stata chiusa dopo che la Procura aveva sorvolato dubbi sulla sua sicurezza. Le industrie del luogo stanno vivendo grossi disagi, vedendo le vie d’accesso alle loro strutture praticamente bloccate.
Negli scorsi giorni c’è stata una riunione sul caso del cavalcavia numero 22 della A16. All’incontro organizzato dai Giovani democratici di Sperone erano presenti i rappresentanti di Euronut spa, azienda che da un mese e mezzo vive i disagi della chiusura del ponte autostradale, gli agricoltori danneggiati, il deputato Pd Massimiliano Manfredi e il sindaco di Sperone Marco Alaia. Manfredi ha reso noto di avere inviato, insieme alla collega Assunta Tartaglione, una lettera al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio ed al ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda per chiedere una rapida soluzione della situazione e la convocazione di un tavolo alla presenza di tutte le parti coinvolte. Sulla vicenda gli stessi deputati hanno presentato una interrogazione parlamentare lo scorso 5 luglio. Nella notte tra lunedì e martedì intanto i tecnici di Autostrade per l’Italia hanno effettuato, dopo l’istanza di Euronut spa, le prove di carico sul cavalcavia numero 22.
Il tempo corre– dichiara l’amministratore delegato di Euronut spa Domenico Manganelli- e senza soluzioni rapide si mette a rischio il ritorno ad una completa normalità produttiva e lavorativa per la nostra e le altre aziende che da un mese e mezzo sono solo parti lese. In queste settimane abbiamo collaborato, cercato strade condivise, proposto soluzioni temporanee e intrapreso un dialogo quanto più costruttivo con tutti i soggetti artefici e non di questa situazione. Ora è il momento di chiedere un impegno che sia definitivo e concreto a tutela dei lavoratori, delle loro famiglie e delle nostre aziende. Ogni giorno che passa senza risposte e con il ponte sequestrato è una pesante zavorra che si aggiunge e che compromette le nostre attività”.