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“Space Jam”: il film cult degli anni Novanta con Michael Jordan e i Looney Tunes

Fra tutti i film che mostrano il mondo del basket, qual è quello che ha prodotto i maggiori incassi di sempre? Ovviamente quello dove recita sua maestà Michael Jordan e che risponde al nome di Space Jam, piccolo grande cult del 1996 diretto da Joe Pytka, nato da uno spot televisivo di scarpe di ginnastica diretto dallo stesso regista che aveva come protagonisti proprio Bugs Bunny e Michael Jordan.

Si tratta di un film sportivo fantastico a tecnica mista che unisce personaggi del mondo dell’animazione e attori in carne ed ossa. Una tecnica non certo inedita, che vanta predecessori del calibro di Chi ha incastrato Roger Rabbit (1988, Robert Zemeckis), tanto per citare il primo titolo che ci viene in mente, e tuttavia ottimamente realizzata, con trucchi elettronici ed elaborazioni 3D davvero notevoli per l’epoca.

TRAMA  Gli alieni vogliono portare i Looney Tunes sul loro pianeta per usarli come attrazione da luna park. Bugs Bunny & Co. propongono di risolvere la faccenda con una partita di basket: considerata la ridicola statura degli invasori, sarà una passeggiata avere la meglio su di loro. Se non fosse che i piccoli alieni rubano il talento di alcuni dei migliori giocatori di pallacanestro della NBA (Charles Barkley, Patrick Ewing, Larry Johnson, Muggsy Bogues e Shawn Bradley) crescendo a dismisura in muscoli e dimensioni. Ci vuole un altro “alieno” per batterli, e allora i Looney Toones decidono di reclutare il più grande giocatore di pallacanestro di tutti i tempi, il re del parquet Michael Jordan, il quale però nel frattempo si è ritirato dalle gare ufficiali per seguire la carriera di giocatore di baseball (con risultati non troppo esaltanti). Dopo un iniziale tentennamento, Michael decide di aiutare i suoi amici animati. Indovinate come va a finire.

Space Jam è il classico film per famiglie senza grandi pretese autoriali dove i buoni alla fine trionfano sui cattivi. Una trama piuttosto semplice e scontata che però non annoia. Il film scorre bene per tutta la visione (novanta minuti scarsi) regalando momenti esaltanti e risate. Il regista Joe Pytka, successivamente scomparso dai radar cinematografici, gestisce ottimamente l’interazione live action/cartoon, pur risentendo inevitabilmente dei limiti strutturali di un’opera che mira essenzialmente alla commercialità (e in questo coglie assolutamente nel segno).

Adorato all’epoca da bambini e adolescenti, il film, rivisto con occhi più adulti e smaliziati, svela tutti i suoi difetti, a partire dall’esilità dei contenuti, guadagnando però in effetto nostalgia. La compensazione in qualche modo c’è, almeno per chi ha vissuto quegli anni. Gli occhi brillano ancora quando Jordan vola verso il canestro. Per gli altri, risulterà poco più di un passatempo.

Jordan è un grande sportivo, ma non un grande attore e, scene di pallacanestro a parte (ma che scene!), rimane ingessato praticamente per tutto il film. Le sporadiche ma incisive apparizioni di Bill Murray servono ad alzare la media delle prove attoriali regalando fra l’altro alcuni dei momenti più divertenti della pellicola.

Indimenticabile la colonna sonora, con tracce come (l’omonima) Space Jam e I Believe I Can Fly di R. Kelly (quest’ultima vincitrice del Grammy 1998). Canzoni che si ficcano in testa e risultano ormai inscindibili dal film e dalle schiacciate a canestro di Air Jordan.

Splendido il doppiaggio italiano affidato, tra gli altri, a Sandro Ciotti (il radiocronista Hubie), Giampiero Galeazzi (il malvagio Mr. Swackhammer) e Simona Ventura (la coniglietta Lola Bunny).

Annunciato il sequel con LeBron James al posto di Michael Jordan. Space Jam 2 riuscirà a superare gli incassi da record del primo capitolo? Sarà ancora un’opera per famiglie senza grandi pretese artistiche? Michael Jordan comparirà almeno in un cameo? Dovremo aspettare luglio 2021 per saperlo. Stay tuned.

Felice Sangermano

Classe 1986, appassionato di cinema e letteratura. Freelance blogger e scrittore. Autore preferito: Louis-Ferdinand Cèline. "Sono un po' più allegro di lui però" dice lui.