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Movimento 5 Stelle e Lega sempre più distanti, Salvini vince su “salva Roma” e legittima difesa.

Il governo dà sempre più l’impressione di stare per sgretolarsi. All’avvicinarsi dell’appuntamento elettorale delle Europee, i due partiti di maggioranza sembrano voler rimarcare le proprie differenze. Martedì è stato uno dei momenti più delicati per il Governo. Al Consiglio dei Ministri, che deve discutere sul Decreto Crescita, Di Maio non c’è. Sono soltanto tre i ministri del Movimento 5 Stelle presenti. Nel Decreto Crescita i 5 Stelle vogliono inserire anche la norma “salva Roma” (di cui abbiamo parlato una settimana fa), Salvini da sempre si oppone a questa possibilità. Le ragioni della Lega contro il “salva Roma” sono sostanzialmente due: differenza di trattamento riservata alla Capitale rispetto ad altri comuni indebitati e sensazione che questo sia un regalo del governo alla Raggi. Nel corso del Consiglio dei Ministri, Salvini la spunta e la norma viene esclusa dal decreto. Il Movimento 5 Stelle punta a inserire il “salva Roma” in un altro decreto ad hoc.

Altre divisioni nella maggioranza sono scaturite dal caso Siri. Il premier Conte non ha ancora deciso sul destino del sottosegretario indagato per corruzione. Il Movimento 5 Stelle insiste nel volerne le dimissioni. La Lega ribadisce il sostegno al proprio uomo, certi che uscirà pulito dalle indagini. Nel corso della prossima settimana il Presidente del Consiglio deciderà se revocare formalmente l’incarico a Siri, dopo un annunciato incontro faccia a faccia.

Il Presidente Mattarella ha promulgato la legge sulla legittima difesa. Come nel suo stile, non ha mancato di inviare alle Camere una lettera con alcune importanti considerazioni. Oltre ai rilievi tecnici, Mattarella ha sottolineato come la responsabilità di garantire la sicurezza di tutti resta sempre allo Stato, attraverso l’azione delle forze di polizia; un invito a non delegare in alcun modo giustizia e sicurezza all’azione dei singoli. Molto soddisfatta la Lega, che così porta a casa un’altra delle sue battaglie politiche.

Il premier Conte, inoltre, ha avuto modo di incontrare il presidente egiziano Al-Sisi, in Cina, al Forum sulla Via della Seta. Il nostro Presidente del Consiglio ha parlato del caso Regeni, sottolineando il fatto che non si vedono concreti passi in avanti da parte dell’Egitto e quanto la verità stia a cuore al Governo e al nostro Paese. Il presidente egiziano ha promesso totale sostegno per svelare la verità sulla scomparsa di Giulio Regeni. Ci auguriamo che non restino soltanto parole.

Marco Sigillo

Classe 1991, laureato in Scienze Politiche e Relazioni Internazioni all’Università Federico II di Napoli. Appassionato di comunicazione e scrittura, collabora con 081news dal dicembre 2015, interessandosi soprattutto di temi di portata nazionale ed internazionale. Giornalista pubblicista dal 2019.