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Per la legge la malavita di Roma è “mafia”: ergastoli per gli Spada

Le indagini sulla “Terra di Mezzo“, creata da Massimo Carminati e Salvatore Buzzi, e quelle sui traffici del clan Spada stanno portando ad uno stesso risultato: la malavita di Roma è da considerarsi mafiosa.

Lo ha detto la Corte d’Assise di Roma che ha condannato all’ergastolo i vertici del clan Spada: Carmine (detto Romoletto), Roberto (già condannato per la testata al giornalista RAI Daniele Piervincenzi) e Romolo. All’organizzazione criminale è stato riconosciuto il carattere mafioso (associazione a delinquere di stampo mafioso l’accusa), ma il lavoro della magistratura non si ferma qui. Per i membri del clan Spada, infatti, potrebbero arrivare condanne per 224 anni di carcere in totale, destinatari i 24 sodali arrestati lo scorso 25 gennaio nell’ambito dell’operazione Eclissi.

I giudici hanno attestato che a Ostia opera un gruppo mafioso, così come a Roma dove, dopo lo scoppio del caso “Mafia Capitale“, sono arrivati giudizi sui vertici del sodalizio non dissimili da quelli degli Spada. Anche per l’associazione a delinquere creata da Massimo Carminati e Salvatore Buzzi, infatti, la III Corte d’Appello di Roma ha riconosciuto l’aggravante dell’associazione mafiosa. L’11 settembre scorso, però, non sono arrivati ergastoli ma “solo” 14 anni e 6 mesi per Carminati e 18 anni e 4 mesi per Buzzi.

AGGIORNAMENTO

Il 22 novembre scorso la Cassazione ha ribaltato i giudizi su Mafia Capitale e sul duo Carminati-Buzzi. La Cassazione, come già era avvenuto in primo grado, ha riconosciuto l’esistenza di due distinte associazioni a delinquere semplici, ma non di stampo mafioso; in Appello era stato riconosciuto l’articolo 416 bis e quindi l’appellativo di “mafioso”.