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A Sanremo una vittoria anche di integrazione: trionfa Mahmood

È cominciato tra le polemiche e finisce tra le polemiche. Sullo sfondo il disordine sociale e culturale del paese. Ma in ogni caso, non si può dire che non meriti applausi. Stiamo parlando della canzone vincitrice della 69esima edizione del Festival di Sanremo, “Soldi” di Mahmood (nome d’arte di Alessandro Mahmoud). Sicuramente uno dei cantanti meno accreditati, il giovane italo-egiziano ha saputo sorprendere e piacere.

Nel frattempo, c’è già chi “suggerisce” che il vincitore abbia “beneficiato” del panorama sociale attuale, che la sua sia stata una “sfida” alle polemiche e alle invettive sull’immigrazione. Sibillino il post Instagram di Matteo Salvini: “Mahmoood…mah… La canzone italiana più bella?! Io avrei scelto Ultimo..voi che dite?!“. Sotto tanti i commenti di rifiuto verso il festival, etichettato come “festival degli immigrati e dei radicali chic di sinistra”. Sarebbe bello in Italia, ad oggi, poter giudicare qualcosa o qualcuno senza considerarne la nazionalità.

Mahmood, con una canzone sul rapporto di una famiglia tradizionalista con i soldi e di un padre che va via di casa improvvisamente, ha battuto Ultimo (premiato anche con il premio TIMmusic per la canzone più ascoltata su TIMmusic) e Il Volo. Premiato anche Simone Cristicchi con il premio Sergio Endrigo alla miglior interpretazione e il premio Giancarlo Bigazzi per la miglior composizione musicale. Diversi premi anche per Daniele Silvestri: il Premio della Critica Mia Martini, il premio Lucio Dalla e il premio Sergio Bardotti per il miglior testo. Fischi assordanti sono partiti durante l’annuncio della classifica, soprattutto dopo il quarto posto di Loredana Bertè, omaggiata in questa edizione con ben tre standing ovation.

[Foto La Stampa]