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San Felice di Nola: il santo patrono tra storia, tradizioni e leggende

Ogni 15 novembre la città di Nola vive una giornata di intensa partecipazione. E’ il giorno in cui si festeggia san Felice, il santo patrono della città che assieme a San Paolino è uno dei punti di riferimento cristiani della comunità. San Felice è il primo vescovo della città nolana che la storia ricordi? Ma qual è la sua storia? Quali sono le tradizioni ad esso collegate?

LA STORIA. San Felice è noto, come detto, per essere il primo vescovo della città di Nola. Nato presumibilmente nella seconda metà del primo sec. d.c. , balzò agli onori delle cronache già in giovane età per degli atti cristiani nei confronti di due ragazzi. Il santo, infatti, si narra che abbia liberato dal demonio i due grazie alla sua preghiera. I vertici del tempo lo imprigionarono ma la leggenda vuole che ancora grazie alle sue preghiere il tempio pagano venne risucchiato da una voragine. Il popolo lo acclamò come vescovo ma a questo punto Felice fu, come tanti altri, raggiunto dai provvedimenti che contraddistinsero le persecuzioni cristiane. Fu dato in pasto ai leoni ma altra leggenda vuole che essi appena lo videro indietreggiarono. Fu successivamente gettato in una fornace con carboni ardenti ma si narra che fu salvato da un angelo. A quel punto il prefetto lo fece imprigionare, torturare, appendere a testa in giù e infine decapitare il 15 novembre. Fu seppellito in un luogo segreto, ma anche qui la leggenda vuole che i nolani trovarono il terreno di sepoltura e attorno ad esso costruirono quella che oggi è la Cattedrale di Nola.

A  San Felice di Nola sono attribuiti due miracoli. Il più famoso è soprattutto il miracolo della manna: una sostanza liquida, detta appunto manna, scorre in un calice attraverso una fessura del muro oltre il quale è seppellito il santo. Non sempre il miracolo avviene, di norma questa celebrazione si ripete anche l’8 dicembre. L’altro miracolo attribuito a San Felice è quello della statua. Si narra che il 26 aprile del 1872 il Vesuvio eruttò e la statua di marmo del santo, oggi inglobata nella villa comunale, si piegò sulla sinistra in direzione della colata lavica, proteggendo la città.

La celebrazione. A Nola i festeggiamenti in onore del santo si tengono il 15 novembre. Il giorno della vigilia viene portato in processione per le strade cittadine un busto argenteo del santo. Da non confondere la venerazioni di San Felice di Nola con San Felice da Nola, presbitero poi santificato celebrato il 14 gennaio e venerato soprattutto a Cimitile.

Durante la settimana Nola si riempie di bancarelle e spettacoli, la tradizione principale è che si mangi il torrone. Una delle più famose tradizioni è quella del tutero e dell’ombrello, rivalutata negli ultimi anni dalla Pro Loco di Nola.