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La guerra di Salvini a 42 migranti, mentre sulle coste italiane ne sbarcano più di 100

Va avanti ormai da quasi 15  giorni la querelle che ha al centro (ancora una volta) il ministro degli interni italiano, Matteo Salvini, e la Sea Watch. La nave della ONG ha salvato 42 migranti ma, a causa di un decreto ministeriale di Salvini, non ha avuto il permesso di sbarcare a Lampedusa, nelle cui acque ormai la Sea Watch è costretta ad aspettare. Nel frattempo a Lampedusa 80 migranti sono sbarcati pochi giorni fa, che si aggiungono ai 59 migranti sbarcati sulla costa crotonese pochi giorni fa.

Un vero e proprio braccio di ferro che Salvini sta portando avanti contro la ONG Sea Watch e l’Europa, nonostante dal Parlamento Europeo gli facciano notare che proprio lui è stato assente alla maggior parte degli incontri per modificare il regolamento di Dublino per l’immigrazione. “Per me possono aspettare anche fino a Capodanno in mare ma in Italia non entrano, qui ci sono delle regole“: ha tuonato qualche giorno fa. Dal canto suo, la capitana della Sea Watch, Carola Rackete, ha comunicato che i migranti sono allo stremo e sono abbattuti dopo aver ricevuto il no dalla CEDU (Corte Europea dei Diritti Umani), alla quale si erano rivolti per sbloccare la situazione. Una questione che diventa spinosa e pericolosa e che vede, da una parte, il vicepremier Salvini fermo sulla sua decisione, dall’altra 42 migranti in balìa di un’Europa che invece si tiene alla larga, promettendo aiuto solo al momento dello sbarco. La capitana Rackete, tuttavia, nelle ultime ore ha disobbedito all’ordine italiano e di aver passato i confini italiani in direzione di Lampedusa: “Ho deciso di entrare in porto a Lampedusa. So cosa rischio ma i 42 naufraghi a bordo sono allo stremo. Li porto in salvo“.

LE REAZIONI Da Torino a Catania, passando per il porto di Genova, nel frattempo molte persone (compresi ecclesiastici) stanno mostrando sostegno alla causa della Sea Watch che, per rispondere alle imminenti sanzioni previste dal Decreto Sicurezza Bis, ha fatto partire una raccolta fondi per la multa.

Salvini ha risposto subito sui suoi social:

Chi se ne frega delle regole ne risponde, lo dico anche a quella sbruffoncella della comandante della Sea Watch che fa politica sulla pelle degli immigrati pagata non si sa da chi. Se qualcuno pensa che le leggi siano barzellette pagherà fino in fondo. L’immigrazione non può essere gestita da navi fuorilegge: siamo pronti a bloccare qualunque tipo di illegalità. Chi sbaglia, paga. L’Europa? Assente, come sempre. Io non do autorizzazione allo sbarco a nessuno, non la do e non la darò mai, nessuno pensi di poter fare i porci comodi suoi sfruttando decine di disgraziati e fregandosene delle leggi di uno Stato. I governi di Olanda e Germania ne risponderanno, sono stufo.

Roberto Fico, Presidente della Camera, ha detto a La Repubblica:

Non penso che chiudere i porti sia una soluzione di governo dell’immigrazione. Servono regole certe, criteri giusti, corresponsabilità europea. A Lampedusa arrivano 100 migranti mentre la Sea Watch è al largo. L’Italia è assolutamente in grado di gestire il salvataggio di quelle persone e la battaglia vera deve farla in Europa per la revisione del regolamento di Dublino. Bisogna far comprendere che la gestione dei migranti in mare, che devono essere salvati sempre senza se e senza ma, deve essere comuneNon siamo in una situazione di emergenza, le persone che arrivano sono gestibili in totale sicurezza. E l’Europa deve poi farsene carico. Deve farlo con l’Italia, con la Spagna, con la Grecia