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Salvini salvo, Formigoni in carcere. Settimana movimentata in vista delle elezioni in Sardegna

La scorsa settimana ci eravamo lasciati nell’attesa del voto sull’immunità per Salvini, affidato alla piattaforma Rousseau. Il 59% dei votanti ha deciso di non mandare a processo il Ministro dell’Interno. I voti totali sono stati circa 52.000, qualche piccolo problema tecnico della piattaforma non ha comunque fermato il regolare svolgimento. Il Senato ha poi confermato l’esito, salvando praticamente Salvini dal Tribunale dei Ministri di Catania. Proteste da parte del centrosinistra. Il PD ha accusato il Movimento 5 Stelle di aver ormai rinnegato tutti i principi con i quali è nato, evidenziando come in passato avesse ritenuto l’immunità uno strumento della “casta”.

Per un Salvini salvato c’è però a chi non va altrettanto bene. Roberto Formigoni è stato condannato in via definitiva a 5 anni e 10 mesi di detenzione. Colpevole di aver intascato tangenti durante i suoi mandati come presidente della regione Lombardia.

Oggi, infine, si vota per eleggere il consiglio regionale della Sardegna. La settimana ha visto l’intensificarsi della protesta dei produttori di latte sardi. Protesta purtroppo infiltrata da alcuni violenti. Si sono registrate infatti aggressioni, anche armate, ad alcuni trasportatori di latte. Il Governo ha avviato le trattative sul prezzo del latte, promettendo di raggiungere almeno quota 1€ al litro. Tutto è però rinviato alla prossima settimana, quando si saprà l’esito delle elezioni. In Sardegna, come in Abruzzo, il centrodestra si presenta unito. Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia puntano ad ottenere la maggioranza, il loro candidato è il leghista Solinas. Il Movimento 5 Stelle candida Francesco Desogus. Qui alle politiche dello scorso anno il Movimento aveva ottenuto il 42% dei voti, ma oggi Di Maio e i suoi fissano al 20% la soglia psicologica, sotto la quale si parlerebbe di pesante sconfitta. Nutre invece qualche speranza di vittoria il centrosinistra. Il candidato è Massimo Zedda, sindaco di Cagliari, sostenuto da una coalizione ampia (9 liste) e ben visto da molti sindaci della regione che gli riconoscono un buon lavoro nel capoluogo.

Comunque vada in Sardegna, le due forze al governo assicurano che nulla cambierà a livello nazionale. C’è da crederci, aspettando il vero test sulla tenuta della maggioranza che si terrà a maggio con le elezioni europee.

Marco Sigillo

Classe 1991, laureato in Scienze Politiche e Relazioni Internazioni all’Università Federico II di Napoli. Appassionato di comunicazione e scrittura, collabora con 081news dal dicembre 2015, interessandosi soprattutto di temi di portata nazionale ed internazionale. Giornalista pubblicista dal 2019.