Input your search keywords and press Enter.

Salvini di nuovo indagato, il Governo invece programma l’agenda fino al 2023

Terminato il grande circo delle elezioni regionali, si ritorna a pensare al futuro del Governo.

Il vertice di maggioranza, tenutosi giovedì, si è concluso con la scelta delle priorità del Governo per i prossimi mesi. Conte si è incontrato con i ministri Franceschini, Bonafede, Speranza e Bellanova. Il presidente del Consiglio vuole tracciare l’agenda fino al 2023, termine naturale della legislatura. I capi delegazione dei partiti si sono detti compatti sugli obiettivi da perseguire. Il primo tra questi riguarda una riforma fiscale, che agisca su IRPEF e IVA, sulla quale il ministro dell’economia Gualtieri inizierà a lavorare al più presto.

Il 29 marzo è la data decisa per il referendum costituzionale riguardante il taglio dei Parlamentari. Non sarà richiesto alcun quorum. I cittadini chiamati al voto dovranno confermare o meno la riforma simbolo del Movimento 5 Stelle. Conte si è detto fiducioso sull’esito favorevole del voto, escludendo conseguenze sulla stabilità del governo.

Per Matteo Salvini arriva una nuova richiesta di processo, questa volta per i fatti riguardanti la nave della ONG Open Arms. I reati contestati sono sequestro di persona e omissione di atti d’ufficio. Secondo l’accusa, l’allora ministro avrebbe agito oltre quanto previsto dal decreto sicurezza bis. Il Senato tra 10 giorni sarà chiamato a concedere o meno l’autorizzazione a procedere per il processo sul caso Gregoretti. Salvini accusa i giudici di far politica e di volerlo eliminare dalla scena tramite processi politici.

Intanto arriva l’ennesima condanna per l’Italia da parte della Corte di Giustizia europea. I giudici di Strasburgo hanno dato ragione alla Commissione Europea che aveva aperto una procedura d’infrazione contro il nostro Paese per i ritardi dei pagamenti da parte della Pubblica Amministrazione. Una direttiva del 2011 richiede agli Stati membri di rispettare il termine di pagamento di 30, o al massimo 60 giorni. Accolte quindi le richieste di imprese e associazioni italiane stufe dei ritardi nei pagamenti.

Marco Sigillo

Classe 1991, laureato in Scienze Politiche e Relazioni Internazioni all’Università Federico II di Napoli. Appassionato di comunicazione e scrittura, collabora con 081news dal dicembre 2015, interessandosi soprattutto di temi di portata nazionale ed internazionale. Giornalista pubblicista dal 2019.