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Roghi e aria inquinata nel vesuviano e nel nolano, gli inquirenti considerano dolosa la matrice dell’incendio del Vesuvio

Gatti cosparsi di benzina usati come inneschi. Sarebbe questa la tecnica dolosa usata per appiccare gli incendi sul Vesuvio, secondo quanto riportato dal Mattino nelle ultime ore. Il Parco Nazionale del Vesuvio è stato messo in ginocchio da giorni e giorni di incendi, la matrice secondo gli inquirenti sarebbe dolosa. L’hanno appurato i carabinieri forestali che hanno individuato otto inneschi differenti, tutti partiti nello stesso momento, tutti in zone impervie e difficilmente raggiungibili. “Stavolta, però, chi ha dato fuoco al Vesuvio ha deciso di fare le cose in grande, per rendere impossibile lo spegnimento. Chi ha agito conosce bene quella montagna, s’è inoltrato nei boschi e per rendere più difficile l’intervento dei vigili del fuoco ha utilizzato animali, probabilmente gatti, povere vittime da sacrificare. Cosparsi di benzina e dati alle fiamme, nelle loro disperata e inutile fuga hanno raggiunto la boscaglia più fitta dov’è impossibile intervenire con rapidità quando scoppia un incendio” : afferma il Mattino.

“Sul Vesuvio non c’è attività di pastorizia, per cui escluderei che i piromani siano allevatori in cerca di terreni per i loro animali. Sono portato ad ipotizzare che i roghi siano stati appiccati in risposta all’attività del parco nazionale contro l’abusivismo edilizio. Nell’ultimo anno c’è stato un piano importante per acquisire al patrimonio gli immobili edificati illegalmente in zona rossa, nella prospettiva di demolirli” : afferma al Corriere Sergio Costa, generale dei Carabinieri che guida i carabinieri forestali in Campania.

Vigili del fuoco, uomini della Protezione Civile e volontari sono operativi da giorni, lavorando senza sosta anche di notte. Le zone critiche sono quelle di Ercolano, Ottaviano, Boscotrecase e Torre del Greco, dove alcuni ristoranti sono stati evacuati. L’immane nube di fumo che si è alzata sul Vesuvio e sulla città di Napoli ha causato una pioggia di ceneri e aria irrespirabile che è arrivata fino ai comuni del Nolano. Altri incendi sarebbero inoltre scoppiati anche nella zona opposta a quella vesuviana. Lo scenario che si vede dalle case è sconfortante e pauroso, interi pendii rossi del fuoco dei roghi e nubi altissime nel cielo. Oltre 600 uomini e mezzi aerei sono impegnati in tutta la Campania, ora la Regione avrà il compito di intervenire in maniera ancor più tempestiva e ridare dignità ad una terra che ancora una volta si è vista attaccare dall’interno.