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Ricercatrice italiana uccisa in Svizzera, dubbi sul movente del furto finito in tragedia

Valentina Tarallo, è questo il nome della ricercatrice di 29 anni uccisa lunedì notte a Ginevra. La giovane donna di origini torinese si trovava nella città svizzera per motivi di studio, era infatti ricercatrice di microbiologia molecolare. La donna è stata ritrovata uccisa a colpi di spranga nei pressi dell’ospedale universitario dove svolgeva attività di ricerca. La prima ipotesi investigativa degli inquirenti è stata immediatamente quella della rapina tragicamente conclusa in tragedia. Ma a quanto pare, dopo il ritrovamento del portafogli e degli averi della donna, la polizia elvetica avrebbe attualmente cambiato direzione di indagine. Ora si sta cercando qualcuno che forse conosceva Valentina e che in passato aveva avuto a che fare con la ragazza. Anche se non ci sono prove per sbilanciarsi al momento, pare che il ricercato possa essere un giovane africano, alto circa 1,90 metri, con il quale Valentina avrebbe avuto anche una relazione in passato.

 di Marco Sigillo

Marco Sigillo

Classe 1991, laureato in Scienze Politiche e Relazioni Internazioni all’Università Federico II di Napoli. Appassionato di comunicazione e scrittura, collabora con 081news dal dicembre 2015, interessandosi soprattutto di temi di portata nazionale ed internazionale. Giornalista pubblicista dal 2019.