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“R.E.D.”: quando l’Action incontra l’ironia diventa irresistibile

R.E.D. è un film del 2010 diretto da Robert Schwentke e basato sull’omonimo fumetto scritto da Warren Ellis e disegnato da Cully Hamner, pubblicato da DC Comics.

La pellicola ha per interpreti principali Bruce Willis (Frank Moses), Mary-Louise Parker (Sarah Ross), Karl Urban (William Cooper), Helen Mirren (Victoria Winslow), John Malkovich (Marvin Boggs), Morgan Freeman (Joe Matheson), Brian Cox (Ivan Simanov), Julian McMahon (vice presidente Stanton), Richard Dreyfuss (Alexander Dunning), Rebecca Pidgeon (Cynthia Wilkes), James Remar (Gabriel Singer) ed Ernest Borgnine (Henry).

Il film ha avuto un grande successo al botteghino (circa 200 milioni di dollari come incasso totale) ed un sequel, R.E.D. 2, uscito nel 2013 e diretto da Dean Parisot, anch’esso un buon successo (circa 150 milioni di dollari).

TRAMA Frank Moses è un ultrasessantenne che vive una vita tranquilla e solitaria a Cleveland. La sua routine viene interrotta solamente dal rapporto telefonico con Sarah, impiegata presso l’ufficio pensioni e contattata pretestuosamente da Frank ogni giorno. L’interesse tra i due è reciproco e da queste telefonate nasce un’affettuosa amicizia. Una notte, un commando di assassini dotati di equipaggiamento avanzato si presenta alla porta di Frank con l’intento di ucciderlo. Sopravvissuto all’agguato e resosi conto di essere stato sorvegliato da tempo, temendo che anche la vita della donna che ama sia in pericolo, Moses la raggiunge, la sequestra e la porta in fuga via con sé. In realtà l’anziano Moses è un ex agente della CIA in pensione. I servizi segreti che fanno capo al boss Cynthia Wilkes hanno incaricato il giovane agente William Cooper di eliminare alcuni loro ex agenti, registrati sotto la sigla RED, perché ritenuti in possesso di informazioni compromettenti. In una rocambolesca e scoppiettante caccia all’uomo Moses dovrà rintracciare i suoi ex colleghi in pensione per scoprire l’intrigo che si cela dietro a chi vorrebbe eliminarlo e salvare sé stesso e la donna che ama.

ANALISI DEL FILM Il ritmo scorre rapido e alterna momenti di rocambolesche azioni oltre i limiti dell’assurdo ad irresistibili intermezzi ravvivati da battute facili, dimostrazioni di amicizia/rivalità e di romanticismo, il tutto in perfetto stile ACTION di epoca d’oro (’70-’90). Ma se l’intrattenimento, sostenuto da interpreti inossidabili che se la ridono dell’età che avanza, è il punto di forza del soggetto, quando si avvicina la soluzione del complotto che muove la trama emergono anche elementi di denuncia della corruzione che inevitabilmente infetta il sistema di sicurezza e la politica della società.

QUALCHE CURIOSITÀ Rispetto al fumetto cui è ispirato, il film punta più su una versione ironica e divertente che tralascia il lato sarcastico, violento e drammatico della storia originale. L’acronimo R.E.D. nell’edizione originale ha il significato di Retired Extremely Dangerous (pensionato estremamente pericoloso”), mentre nell’edizione italiana è stato tradotto in “Reduce Estremamente Distruttivo”.

Nella scena in cui Victoria si presenta al ricevimento del vicepresidente usa lo pseudonimo di Signora Brown ed in sottofondo si può ascoltare la colonna sonora del film Jackie Brown del regista, maestro del pulp, Quentin Tarantino.

La canzone che accompagna i titoli di coda è Convergere in Giambellino dei Calibro 35, gruppo funk-jazz italiano formatosi nel 2007, il cui sound è ispirato alle colonne sonore di molti film di genere poliziottesco di produzione italiana negli anni ’70. L’album da cui è tratto il singolo si intitola Ritornano quelli di… Calibro 35 ed è uscito nel 2010.

I MIGLIORI NON VANNO A RIPOSO… Sceneggiato dai fratelli Erich e Jon Hoeber (Whiteout – Incubo bianco) il film ha per soggetto un ex agente della CIA, non più giovanissimo, che si ritrova suo malgrado a lottare contro agenti più giovani e ben addestrati, che utilizzano tecniche e tecnologie moderne. A fare da compagnia al protagonista sono i suoi degni compagni di av(s)ventura, resi irresistibili da interpreti impeccabili. Ognuno cerca di contrastare la malinconia di una normalità imposta dall’età. E se all’inizio qualcuno sembra adattarsi, all’improvviso accade un imprevisto che fa riemergere in modo frenetico l’emozione di una vita forgiata sul filo del rasoio di un’esistenza pericolosa a stretto contatto con una morte violenta (emblematica la figura del malato terminale interpretato da Freeman).

 …AL MASSIMO CHIUDONO COL BOTTO  Gli ingredienti dell’Action di epoca d’oro (’70 – ’90) ci sono tutti: azione rocambolesca ai limiti dell’assurdo (effetti speciali cine-comic perfetti), battute pronte alla fine dello scontro, ironia pungente e sentimento che mostra umanità sotto la scorza dura, intrigante intreccio che denuncia il marcio che sempre si cela dietro il sistema militare e politico di una nazione. E se qualcuno dice che con l’età bisogna andarci piano allora si ricordi che – citando un bellissimo film di Guillermo del Toro – ciò che fa dell’uomo un uomo non è come comincia le cose, ma come decide di finirle. Ognuno ha il diritto di scegliere come finire la strada percorsa. L’età è un dettaglio se ancora hai voglia di vivere ed i miti del celluloide non vanno in pensione, al massimo diventano immortali.

SPASSOSO.

Vittorio Paolino Pasciari

Classe '86, nolano DOC. Laureato in Lettere Classiche, appassionato di cinema, letteratura e teatro.