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Quarto: consigliere M5S sotto inchiesta per voto di scambio. Ecco la situazione

E’ il caso politico che tiene banco in questi giorni, è il territorio di scontro tra il movimento di Grillo e il PD, è il primo vero caso di voto inquinato da interessi criminali che il 5 Stelle deve affrontare, è quello che sta succedendo a Quarto, comune in provincia di Napoli.
Si sa, gli interessi della malavita nella zona sono alti, l’amministrazione locale è stata sciolta numerose volte per infiltrazioni camorristiche e l’ultima è più che recente, risalendo solo allo scorso 2013. E’ per questo che è bene fare chiarezza.
E’ una storia di affari, di appalti e di voti comprati; insomma è una storia già sentita e tutto inizia dalla figura di Giovanni De Robbio, il consigliere comunale del M5S che secondo la Procura di Napoli è al centro di un cerchio affaristico creato per ricevere le tante preferenze riscosse nell’ultima tornata elettorale. C’è poi il sindaco di Quarto, Rosa Capuozzo, che dallo stesso De Robbio sarebbe stata ricattata e alla quale politicamente le si addita l’atteggiamento silente nei confronti del suo collega di Movimento. Ci sono poi quelle famiglie di imprenditori che da decenni hanno interessi e attività che dipendono dalle decisioni del Municipio cittadino, famiglie in grado ancora di muovere i flussi di voti per ottenere dei favori; ci sono infine numerosi esponenti della malavita locale che continuerebbe a fare affari nonostante il famigerato Giuseppe Polverino sia in cella e ci dovrà stare ancora per un po’.
Nel frattempo la giustizia fa il suo corso, il Prefetto Gerarda Pantalone infatti ,con il parere favorevole del presidente dell’Anrticorruzione Raffaele Cantone, ha infatti avviato la procedura per il commissariamento dell’appalto per la manutenzione di acquedotto e fognature di Quarto, affidato prima alla società Fradel, raggiunta successivamente da interdittiva antimafia e poi alla Edil Sud, appartenente alla stessa compagine della Fradel essendo entrambe consociate di Finconsorzio e guidata dallo stesso amministratore, Guglielmo Del Prete. Parallelamente va avanti l’indagine del pm Henry John Woodcock, coordinata dal procuratore aggiunto Giuseppe Borrelli, la quale vede sotto inchiesta De Robbio per voto di scambio aggravato dalla finalità mafiosa e per tentata estorsione, gli imprenditori Alfonso Cesarano (ritenuto vicino al clan Polverino), Mario Ferro e Giulio Intemerato. L’attenzione del pm si focalizza soprattutto sui rapporti tra Cesarano e De Robbio; il primo infatti avrebbe garantito voti in cambio dell’affidamento da parte del Comune dello stadio Giarrusso (l’impianto sportivo che prima dell’insediamento al Comune della Capuozzo era gestito dalla Nuova Quarto Calcio per la legalità, la famosa squadra antiracket sottratta ad un altro imprenditore colluso con i Polverino, che senza il rinnovo della convenzione non si è potuta più iscrivere al campionato, nonostante la giunta Capuozzo avesse lasciato la gestione al Comune).
Sul fronte politico invece l’aria è davvero infuocata: il PD chiede a gran voce le dimissioni del sindaco e attacca duramente il M5S, che dal canto suo respinge tutte le accuse e affida la replica alle parole di Grillo sul suo blog: “A chi ha orecchie per intendere ribadiamo un concetto che per noi è scontato: i voti delle mafie ci fanno schifo, le mafie da sempre tentano di salire sul carro del vincitore. Ci hanno provato anche con il M5S a Quarto e succederà anche in futuro”.

di Vincenzo Persico