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Casal Bruciato, casa popolare ai rom: proteste e aggressioni, contestata anche la sindaca Raggi

Una vera e propria sollevazione popolare si è scatenata a Casal Bruciato, sobborgo di Roma. Da un lato, anche in questo caso, si schiera CasaPound, dall’altro il movimento di Sinistra “ASIA usb“, al centro invece tanta polizia per evitare il peggio.

LA VICENDA Da due giorni ormai via Satta, in zona Casal Bruciato, è presidiata da cittadini e militanti di CasaPound. La scintilla che ha fatto scoppiare la bomba in periferia è stata l’assegnazione di una casa popolare ad una famiglia Rom della Bosnia (teatro nei primi anni 2000 di una terribile guerra). 14 persone, di cui 12 bambini (il più grande ha 21 anni) tenuti in scacco in una casa senza acqua, luce e mobili. Un intero nucleo familiare minacciato e circondato; in particolare, la madre all’ingresso del portone ha ricevuto minacce di violenza ed è stata scortata dalla polizia. La famiglia è risultata assegnataria della casa per graduatoria e, quindi, a norma di legge autorizzata ad usufruirne.

LE REAZIONI I picchetti sono sostenuti da CasaPound, alla guida di molti cittadini furiosi, ma sulla schiera opposta si sono posizionati gli altri cittadini pronti all’accoglienza, assieme alla Chiesa, al collettivo ASIA usb ed alla sindaca Raggi, pesantemente attaccata e insultata, tanto da dover richiedere l’intervento della polizia per entrare a controllare la situazione. Sul posto restano decine di uomini delle Forze dell’Ordine, la situazione continua ad essere tesa.

 

[foto Agenzia Dire]