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“Polli e Contorni”: la rivoluzione del girarrosto

Da anni è sempre più estesa una fiorente di innovazione nel campo della gastronomia, in particolare nel settore street e fast food. Macellerie, pescherie e attività abituate a lavora normalmente di giorno, hanno carpito il cambiamento di abitudini e, soprattutto grazie alla potenza dei social, si sono fatte strada nell’Olimpo della ristorazione. Eppure qualcosa mancava. Siamo stati abituati a vedere panini giganti e tavole imbandite; eppure qualcosa, soprattutto nell’Agro Nolano, mancava. A portare altra innovazione ci ha pensato allora “Polli e Contorni“, trasformando il semplice girarrosto in qualcosa di più variegato.

Siamo stati abituati a pensare al “pollo arrostito” come un’appendice del reparto carni, ma mai come una delle alternative per gli amanti dello street food. I fratelli Basso questa esigenza l’hanno intuita e con questa intuizione hanno scommesso sul territorio. Ora, a distanza di pochi anni, dal seme di via San Paolo Bel Sito sono germogliati altri 5 fiori e ora l’azienda ha 6 sedi in Campania: Nola (3 punti vendita), Schiava di Tufino, Ottaviano e Marigliano. “Grazie ai nostri prodotti italiani cucinati esclusivamente con girarrosti a legna, siamo riusciti a crescere. Siamo amanti del buon gusto e del sano girarrosto a legna“: amano ripetere i fondatori di Polli e Contorni.

Trasformare un girarrosto in una vera e propria steakhouse, così Polli e Contorni ha rivoluzionato l’idea della fornitura di polli arrosto. Ed è così che i tradizionali taglieri di salumi diventano i fantastici taglieri di carni che si possono ammirare nelle varie sedi e le sale d’aspetto rinascono come vere e proprie salette per cenare in tranquillità. Non solo polli, l’avventore si trova davanti di tutto e di più: polli, spiedini, tracchiulelle (tracchia di maiale), patate e tanto altro. I fratelli Basso hanno raccolto una tradizione italiana e anche molto campana, l’hanno rivisitata e sviluppata, trasformandola in una realtà ben radicata sul territorio. Ora non si può immaginare il girarrosto come eravamo abituati a farlo prima. Prima che ci fosse la “rivoluzione Polli e Contorni“.