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Italia più vecchia e più povera, ma la politica pensa a litigare

La settimana che si è appena conclusa sembra dimostrare ancora una volta l’inadeguatezza della nostra classe politica. Due dati molto chiari ci dicono quanto sia in difficoltà il nostro Paese. Dall’Istat arriva la foto di un Paese che diventa sempre più vecchio. La popolazione italiana continua a diminuire, siamo 124.000 in meno rispetto lo scorso anno, ben 400.000 rispetto a quattro anni fa. Neanche l’arrivo degli stranieri sul nostro suolo basta a bilanciare l’andamento demografico. Inutile stare a sottolineare il peso di un tale scenario sui conti pubblici, sul sistema pensionistico e sulle necessità di ripensare il welfare pubblico.

L’altro dato negativo arriva dalla Commissione Europea e riguarda le stime di crescita del nostro PIL. Dopo aver pronosticato un aumento del PIL dello 0.4%, la Commissione ha rivisto al ribasso questo valore, attestandolo sullo 0.3%. Numeri deprimenti se confrontati con il resto dell’Unione Europea. Tra tutti gli stati membri, infatti, soltanto l’Italia non riuscirà a raggiungere il +1% del PIL, neanche entro il 2021 quando la stima ci vede fermi ad un +0,6%.

Un quadro ben poco rassicurante che pare non attirare l’attenzione del dibattito politico italiano. Sono altri i temi, di certo più importanti, per il destino del nostro Paese nell’agenda dei partiti: l’autorizzazione a procedere contro Salvini per il caso Gregoretti e la “quasi” crisi interna alla maggioranza. Dopo il si al processo, arrivato dalla Giunta del Senato lo scorso 20 gennaio, anche l’Aula si è espressa allo stesso modo. Non ha votato la Lega, su richiesta del suo stesso leader; contrari Forza Italia e Fratelli d’Italia. Sarò forse soddisfatto Salvini, che nel corso dei mesi scorsi aveva più volte invocato il processo, dichiarandosi fiero delle proprie azioni e per nulla spaventato. Sembra smemorato visto che, dopo aver definito i giudici dei “rompiscatole che vogliono fare i ministri”, ora si dice pienamente fiducioso nell’operato della Magistratura. Ora il processo si svolgerà a Catania, dove il procuratore Zuccaro aveva già chiesto l’archiviazione per Salvini. Staremo a vedere come deciderà di muoversi la Procura. Il rischio per Salvini è di una condanna fino a 15 anni per sequestro di persona aggravato dall’abuso di potere nei confronti di minori.

La maggioranza litiga anchre sulla prescrizione. Renzi prova a prendersi sempre più il palcoscenico, riuscendo a bloccare per il momento gli emendamenti del governo sulla riforma presentata dal Ministro Bonafede. Tra il leader di Italia Viva e il premier Conte sembra esserci sempre più distanza, tanto da spingere il Presidente del Consiglio a chiedere di chiarire l’appoggio al Poverno, altrimenti si dovrà andare avanti separatamente.

Marco Sigillo

Classe 1991, laureato in Scienze Politiche e Relazioni Internazioni all’Università Federico II di Napoli. Appassionato di comunicazione e scrittura, collabora con 081news dal dicembre 2015, interessandosi soprattutto di temi di portata nazionale ed internazionale. Giornalista pubblicista dal 2019.