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Marigliano: perde il portafogli, ambulante marocchino glielo riconsegna

Una bella storia da Marigliano. Una storia che racconta una buona azione, una di quelle che non dovrebbero neanche far notizia. Una storia che però val la pena raccontare, soprattutto in periodi come questi in cui si ha disperatamente bisogno di buone azioni.

Annalaura, 25 anni, riceve una inaspettata telefonata dai carabinieri a casa. Risponde il padre che riceve la notizia del ritrovamento del portafogli della figlia. I carabinieri avvisano la ragazza che, se avesse fatto presto, avrebbe fatto anche in tempo a conoscere il suo benefattore. Annalaura, accompagnata dal fratello, si fionda alla stazione dei militari e recupera il suo portafogli, intatto e con tutti i documenti e i soldi all’interno. Davanti a lei una figura mite, carina nei modi, che l’aspetta per compiere la sua buona azione. L’uomo, di nazionalità marocchina, di lavoro fa l’ambulante nei pressi di una scuola elementare del posto. Quella sera, con ancora le pizze calde in macchina da portare alla figlia, si era fermato alla stazione dei carabinieri per restituire quello che aveva trovato. L’uomo si era premurato di portare subito il portafogli perchè non voleva che Annalaura facesse la denuncia di smarrimento e patisse ansie inutili. La ragazza, incredula e con il cuore colmo di gioia, cerca di sdebitarsi in tutte le maniere ma l’uomo, con modi altrettanto cordiali, rifiuta gentilmente e si congeda.

Non ho fatto proprio caso alla nazionalità, l’unica cosa che ho notato è stato l’enorme gesto che quello sconosciuto aveva fatto nei miei confrontici ha detto Annalaura, intervistata sulla sua esperienzaCredo che le persone buone esistano e debbano essere considerate al di là del colore della pelle. Il primo pensiero che ho avuto è stato nei confronti di chi discrimina. La nazionalità, il colore della pelle, tutte queste cose non sono discriminanti per poter giudicare la bontà o la cattiveria di una persona. Ecco, è questo che mi piacerebbe sottolineare“.

Riguardo le ostilità che nel nostro Paese si hanno nei confronti dello straniero, io credo che probabilmente nel nostro territorio, e in Campania in generale, si avverta meno questo problema e, spesso, gli stranieri sono anche più coinvolti e integrati continua Annalaurapoi, ovviamente, lo stupido di turno lo possiamo trovare ovunque. Il razzismo, purtroppo deriva dall’ignoranza e crea un’ostilità che spesso non trova neanche giustificazione“.

Interrogata sul concetto di integrazione e sulla difficile situazione sociale che sta vivendo il nostro Paese, questo è stato il suo pensiero: “se non ci fossero così tanti ostacoli sociali, l’integrazione in realtà potrebbe portare ad un vero arricchimento. Un arricchimento culturale ma anche a livello emotivo. Conoscere sguardi diversi sulla stessa situazione ha i suoi vantaggi; magari potremmo scoprire che chi ci risulta estraneo in realtà è più forte di noi, ha più volontà ad affrontare situazioni che per noi invece potrebbero rappresentare degli stop. Ovviamente integrazione vuol dire convivenza, quindi vivere insieme nel rispetto reciproco delle proprie culture e delle regole generali della società civile. La mia libertà finisce dove comincia la tua. Integrare per me significa convivere secondo delle regole, ma senza prevaricazioni. Questa, secondo la mia opinione, deve essere la direzione per migliorare“.

Nello Cassese

Classe 1994, laureato in Scienze della Comunicazione, frequenta il corso di laurea magistrale Corporate Communication and Media all’Università degli Studi di Salerno. Appassionato di calcio e sport in generale, segue con interesse e impegno temi di attualità vari, in particolar modo quelli inerenti il sociale e il terzo settore. Giornalista pubblicista iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Campania dal novembre 2016. Dal gennaio 2018 è direttore di 081news.