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Paralimpiadi: atleta belga pensa all’eutanasia dopo la fine dei giochi

Dopo le fantastiche immagini lasciateci dalle Olimpiadi di Rio, hanno preso il via le Paralimpiadi, che vedranno impegnati atleti provenienti da tutto il mondo affetti da diverse forme di disabilità. A rovinare questa prima giornata arrivano dichiarazioni tristissime da parte dell’atleta belga Marieke Vervoort, che alla presentazione della sua squadra si è lasciata andare a confessioni riguardo la possibilità di chiedere l’eutanasia una volta terminate le olimpiadi. La 37enne belga, vincitrice dell’oro a Londra 2008, nella disciplina dei 200m in sedia a rotelle, ha confessato che la malattia neurodegenerativa che la affligge da circa 20 anni, e che la costringe in carrozzina, le provoca costanti dolori tanto da non permetterle di dormire certi giorni. “Quando salgo sulla carrozzina, tutte le ansie, i dolori e le paure scompaiono. Ma sto cominciando a pensare all’eutanasia. Non voglio vivere come un vegetale: quando arriverò a quel punto, capirò che è il momento giusto”. L’unica gioia le gare e gli allenamenti durante i quali il dolore non si sente, l’adrenalina del momento non lascia spazio a pensieri e riflessioni sulla propria condizione. Una condizione che non frena però Marieke dal desiderio di chiudere la carriera da vincente, sperando di bissare l’oro di Londra; al termine sarà la sua coscienza a guidarla nella scelta più difficile, dato che in Belgio le sarà possibile scegliere di porre fine alla propria vita.

 

di Marco Sigillo

Marco Sigillo

Classe 1991, laureato in Scienze Politiche e Relazioni Internazioni all’Università Federico II di Napoli. Appassionato di comunicazione e scrittura, collabora con 081news dal dicembre 2015, interessandosi soprattutto di temi di portata nazionale ed internazionale. Giornalista pubblicista dal 2019.