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Fari puntati sull’Ospedale di Nola, tra critiche al funzionamento e l’appello del sindaco Biancardi

E’ una telenovela senza fine quella dell’Ospedale di Nola Santa Maria della Pietà. Nonostante le quasi paradossali segnalazioni sull’inefficienza del servizio raccontate dai cittadini, la situazione sembra aver avuto altri risvolti negativi in questo periodo. Alcune segnalazioni ci raccontano addirittura di cittadini che hanno dovuto provvedere autonomamente al trasporto in barella dei propri nei corridoi dell’ospedale.

Gli attivisti del M5S di Nola manifestano tutta la loro rabbia e fanno sapere : “Gli attivisti Sono pronti ad accendere i “fari” sia a livello Nazionale sia a livello Regionale sull’Ospedale Santa Maria Della Pietà. Sono oramai innumerevoli scandali e disservizi che lo coinvolgono. Oggi lo possiamo definire come l’Ospedale che fa Pietà…!!!!! Sono tanti i medici e gli operatori sanitari che sono giunti al limite di ogni forma di sopportazione. Restano comunque i pazienti ed i loro familiari a subirne le peggiori conseguenze.”

Le condizioni lavorative sembrano davvero critiche, tanto è vero che i sindacati alcune settimane fa avevano indetto lo “stato di agitazione”, in conseguenza dell’apertura dell’OBI che ha aggiunto nuove responsabilità al già carente staff sanitario. Proprio riguardo il 118 ed il suo possibile trasferimento al CIS, il sindaco di Nola Geremia Biancardi ha voluto far sentire la sua voce: “Prima la chiusura della farmacia oncologica, poi il trasferimento del 118: si tratta  di una sequenza di azioni predatorie che vanno a tutto discapito del diritto alla salute della nostra comunità e che noi abbiamo il dovere di interrompere. Nola ed il suo ospedale si trovano in una posizione baricentrica e strategica anche rispetto ai Comuni limitrofi ed é per questo che quella di trasferire il servizio di urgenza  – emergenza rappresenta una scelta scellerata che noi siamo pronti ad impedire. Il nostro territorio e le centinaia di migliaia di utenti dell’ospedale di Nola non possono e non devono essere discriminati e soprattutto non devono essere mortificati da un’ offerta sanitaria che si assottiglia sempre di più. Così si mette a repentaglio l’incolumità dei nostri concittadini e noi non lo permetteremo”

Pronto un documento dei sindaci del territorio per impedire l’ennesimo scippo ed il depotenziamento del presidio di urgenza. E’ una situazione che deve passare urgentemente e necessariamente sotto il potere degli organi regionali e nazionali. Per ora questa situazione non giova a nessuno, soprattutto agli operatori che devono lavorare in condizioni critiche ed ai cittadini che continuano a rischiare grosso anche quando dovrebbero trovare sollievo in una cura.