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Nuova ordinanza in Campania: si a cantieri e attività fisica in strada

La Campania si avvia alla Fase 2 e comincia ad allentare la presa andando incontro a diversi comparti economici. Annunciata già da giorni la ripresa per le attività di ristorazione e delle librerie, con l’ordinanza n.39 il governatore De Luca dà l’ok anche alla riapertura dei cantieri e all’attività fisica in strada.

Food Delivery e librerie

Riprendono le attività di cartolerie, librerie e di ristorazione, seppur in modalità consegna a domicilio. Modificata in parte la precedente ordinanza (la trovate QUI completa): i titolari potranno evitare di fornire camici e sovrascarpe ai dipendenti che avevano generato polemiche (QUI la testimonianza di un ristoratore), le consegne avverranno sul territorio comunale di residenza dell’attività. Allungati i tempi: l’ultima consegna avverrà non oltre le 23, la prima alle 16; per i bar invece la prima consegna sarà alle 7 e l’ultima alle 14, per quelli che fanno attività notturna invece l’intervallo di tempo sarà 2 di notte – 8 di mattina.

Jogging

Consentita nuovamente l’attività fisica in strada, in modalità diverse almeno fino al 3 maggio. Fermo restando il divieto di svolgere attività ludica o ricreativa all’aperto, è consentito svolgere individualmente attività motoria all’aperto, ove compatibile con l’uso obbligatorio della mascherina, in prossimità della propria abitazione e comunque con obbligo di distanziamento di almeno 2 metri da ogni altra persona, salvo che si tratti di soggetti appartenenti allo stesso nucleo convivente. L’attività è consentita nelle seguenti fasce orarie: – ore 6,30-8,30; – ore 19,00-22,00.

Cantieri

Sono consentite, previa comunicazione al Prefetto competente, le attività conservative e di manutenzione, di pulizia e sanificazione nei locali ed aree adibiti allo svolgimento di attività commerciali e produttive che la Giunta Regionale della Campania sospese per effetto della vigente disciplina statale e/o regionale, comprese le attività alberghiere e ricettive in genere nonché quelle balneari e quelle relative alla manutenzione, conservazione e lavorazione delle pelli; consentita anche l’attività edilizia nei limiti delle attività con codici ATECO ammessi dalla vigente disciplina nazionale (DPCM 10 aprile 2020) purchè venga seguito il protocollo di sicurezza (QUI tutti i dettagli).