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Stop ai decreti sicurezza di Salvini, in arrivo nuove norme sull’immigrazione

Il Governo cambia strada sull’immigrazione e pone fine ai decreti Sicurezza di Salvini. Il Consiglio dei ministri ha infatti dato il via libera al decreto su sicurezza e immigrazione che riscrive i decreti Salvini.

Nel nuovo decreto sull’immigrazione si prevede che, nel caso in cui ricorrano i motivi di ordine e sicurezza pubblica o di violazione delle norme sul traffico di migranti via mare, il provvedimento di divieto sia adottato, su proposta del Ministro dell’interno, di concerto con il Ministro della difesa e con il Ministro delle infrastrutture, previa informazione al presidente del Consiglio. Per le operazioni di soccorso, la disciplina di divieto non si applicherà nell’ipotesi in cui vi sia stata la comunicazione al centro di coordinamento ed allo Stato di bandiera e siano rispettate le indicazioni della competente autorità per la ricerca ed il soccorso in mare. In caso di violazione del divieto, si richiama la disciplina vigente del Codice della navigazione, che prevede la reclusione fino a due anni con una multa da 10.000 a 50.000 euro e vengono quindi eliminate le sanzioni amministrative introdotte in precedenza.

Per quanto riguarda la convertibilità dei permessi di soggiorno, alle categorie di permessi convertibili già previste si aggiungono quelle di protezione speciale, calamità, residenza elettiva, acquisto della cittadinanza o dello stato di apolide, attività sportiva, lavoro di tipo artistico, motivi religiosi e assistenza ai minori. In riferimento alla protezione internazionale degli stranieri, invece, la normativa vigente prescrive già il divieto di espulsione e respingimento nel caso in cui il rimpatrio determini il rischio di tortura, ma il nuovo decreto aggiunge a questa ipotesi il rischio che lo straniero sia sottoposto a trattamenti inumani o degradanti e se ne vieta l’espulsione anche nei casi di rischio di violazione del diritto al rispetto della sua vita privata e familiare.

Nel testo però vengono introdotte anche norme che rafforzano i dispositivi a garanzia della sicurezza pubblica ed esulano dalla questione migranti. In particolare, vengono implementate le misure del divieto di ingresso nei pubblici esercizi e nei locali di pubblico trattenimento o nelle loro adiacenze, nonché le misure di contrasto al fenomeno dello spaccio di stupefacenti attraverso siti web. Si rafforza il cosiddetto “Daspo urbano, rendendo possibile per il Questore l’applicazione del divieto di accesso nei locali pubblici anche nei confronti dei soggetti che abbiano riportato una o più denunce o una condanna non definitiva, nel corso degli ultimi tre anni, relativamente alla vendita o cessione di sostanze stupefacenti o psicotrope. Aumentata la sanzione: si prevederà la pena della reclusione da sei mesi a due anni e la multa da 8.000 a 20.000 euro. Si estende, inoltre, il meccanismo dell’oscuramento, già utilizzato per il contrasto alla pedopornografia online, a quei siti che, sulla base di elementi oggettivi, devono ritenersi utilizzati per la commissione di reati in materia di stupefacenti. Inoltre, si inaspriscono le pene per i soggetti coinvolti in risse, prevedendo che, qualora qualcuno resti ucciso o riporti lesioni personali, il solo fatto della partecipazione alla stessa sia punibile con la reclusione da sei mesi a sei anni.

Nel testo, su proposta del ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, viene introdotto anche il reato per chi introduce in carcere un cellulare a un detenuto, con la pena che va da 1 a 4 anni sia per chi lo introduce sia per chi lor riceve, mentre prima veniva considerato come illecito disciplinare sanzionato all’interno del carcere. Per chi agevola il detenuto al 41bis nelle comunicazioni con l’esterno la pena è alzata da 1 a 4 anni a 2 a 6 anni. Nei casi di ipotesi aggravata, ad esempio se il reato è commesso da pubblico ufficiale, da incaricato di pubblico servizio o da chi esercita la professione forense, il reato passa 2 a 6 anni a 3-7 anni.

Non l’ha presa bene Matteo Salvini che ha così commentato:Questi passano il tempo a smontare invece che a costruire. A quello che ho letto, li chiamerei ‘decreti clandestini’. Si torna esattamente alla mangiatoia sull’immigrazione clandestina e ai permessi regalati a chiunque cammina per strada e agli sbarchi a migliaia. Non so che cosa abbiano da festeggiare“.

 

FONTE: ANSA