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Nola: rigettato dal Tar il ricorso dell’opposizione sul dissesto

Per il Tar il dissesto del Comune di Nola è confermato. Nell scorse ore è stato rigettato il ricorso presentato dalle forze di opposizione in consiglio. La partita però, secondo l’opposizione, potrebbe non essere del tutto conclusa. Ecco le reazioni dei protagonisti. Così ha commentato il sindaco Gaetano Minieri:

Avevamo visto giusto. Noi lo abbiamo capito da subito ed in particolare il sottoscritto si è reso conto della drammatica situazione economica in cui versava il Comune all’indomani del suo insediamento. Altri, invece, hanno sempre sostenuto il contrario facendo passare “un atto dovuto” per mera strumentalizzazione politica. Oggi arriva la sentenza del Tar che rigetta il ricorso contro il comune di Nola in merito al dissesto varato dall’amministrazione comunale lo scorso mese di agosto. Ci dispiace per la città che di certo non meritava questo epilogo ma sui numeri non si può barare ed i conti davvero non tornavano. Che dire, rimbocchiamoci le maniche e ripartiamo. Noi lo faremo con la stessa consapevolezza di un anno fa.

Così hanno ribattuto i membri dell’opposizione:

Alla giustizia amministrativa avevamo chiesto che si pronunciasse soprattutto sul mancato ri-equilibrio di bilancio, ossia sulla legittimità della deliberazione di Consiglio comunale n. 9 del 26.8.2019, che ha determinato l’adozione della successiva delibera (n. 10/19) dichiarativa del dissesto. Oggi è stata pubblicata la sentenza emessa dal Tar Campania – Napoli di rigetto del ricorso contro la dichiarazione di dissesto del Comune di Nola, ma non é stato detto nulla sul motivo principale del nostro ricorso. Ovviamente ci rivolgeremo al Consiglio di Stato. Per provare l’errore tecnico-contabile nel quale erano incorsi i dirigenti dell’ente, avevamo depositato una consulenza tecnica a firma del prof. Nicola Quirino, titolare della cattedra di Finanza Pubblica presso l’Università Luiss di Roma. Il Tar, venendo meno al principio secondo il quale il Giudice deve pronunciarsi sui motivi del ricorso, non ha scritto un solo rigo di motivazione sul punto recependo, peraltro acriticamente, le affermazioni dell’ente (senza, però, si badi, spiegare il motivo per il quale i dati della consulenza erano da non condividere). Con non poca sorpresa, ed incomprensibilmente, il Tar non ha ritenuto nemmeno di procedere alla nomina di un perito che potesse verificare la fondatezza dei dati riportati nella consulenza (nomina che era stata espressamente richiesta nel corpo del ricorso). Così come, a dir poco, restiamo perplessi, di fronte al silenzio della sentenza su altro determinante profilo e cioè la mancata sussistenza (certificata dallo stesso comune in data 24.5.2019) del numero sufficiente di parametri (due su otto, mentre il numero minimo sarebbe cinque su otto) per ritenere l’ente in deficit strutturale. La sentenza, seppure afferma che il deficit strutturale dell’ente sia dovuto all’ incapacità di riscossione (dei tributi dovuti dai cittadini) a causa del collocamento fuori servizio di diverse unità di personale, che avrebbe inciso sulla produttività dell’ente e sul bilancio, nonché al valore del contenzioso pregresso (riferito, secondo quanto risulta dagli atti, per la maggior parte, a debiti risalenti tra la fine degli anni 90 ed i primi anni 2000) non è, per quanto sopra richiamato, assolutamente condivisa e, quindi, sarà oggetto di impugnazione innanzi al Consiglio di Stato.