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Nola: morto il clochard Vaclav

Si è spento Vaclav Briza, il clochard divenuto suo malgrado famoso nel 2015 dopo aver subito una sanguinosa e violenta aggressione a Nola da parte di un gruppo di giovanissimi. È deceduto su di un letto d’ospedale, le sue condizioni fisiche erano diventate fin troppo gravi per la vita da strada, un male che ormai non poteva avere più cura lo ha portato alla morte. Era un senzatetto, un senza fissa dimora, ma non una persona senza una storia. Si sa poco della sua vita passata, era diventato un abitante di Nola portando con sè solo il suo sorriso e la sua silenziosa presenza. In molti avranno nella mente l’immagine di lui e dei suoi cani nei pressi di uno dei tanti supermercati nolani, lì dove i suoi modi garbati avevano colpito tutti.

È difficile in certi casi, da spettatore, analizzare la vita di una persona morta. Questo è uno di quei casi. Solo chi ha sempre teso una mano al clochard cecoslovacco potrebbe sapientemente raccontarne la vita. Vaclav faceva parte di quella fascia della popolazione dimenticata, a tratti compatita ma a volte anche vessata. Uno di quelli che incontri per caso e gli dai qualche spicciolo prima di tornare a casa nel tuo mondo. Persone come Vaclav vivono in un universo parallelo al nostro, simile ad un mare in tempesta, ad una lotteria. Due mondi paralleli che se si incontrano scatenano un vortice di affetti, di semplici gesti, di sorrisi spontanei. Lo sanno bene quelle persone che a Vaclav avevano per anni riservato tempo, attenzioni, affetto, il tutto lontano dalle luci dei riflettori. Vaclav era uno di quelli di cui ti rendi conto solo se la sua storia te la sbattono in faccia, come successe nel 2015.

Vaclav Briza infatti è divenuto tristemente noto perchè 3 anni fa subì una violenta aggressione da un gruppo di giovani (alcuni minorenni) in una notte in un rifugio nei pressi di una stazione. Fu un’aggressione immotivata, tragica, di una violenza straziante. Quei giovani, puniti non del tutto, giocarono con una vita, inebriati dal potere di riuscire a decidere le sorti di un indifeso. Alcuni la definirono una bravata, quella notte però uno dei cani di Vaclav rimase ucciso, lo stesso clochard subì fratture e ferite che lo hanno costretto ad usare le stampelle fino a pochi giorni dalla sua morte.

Oltre le cronache c’era però un uomo, una persona genuina, silenziosa. Un amico, un compagno. Chissà se quegli stessi ragazzi che gli hanno mosso violenza ora poseranno un fiore dinanzi alla sua tomba, chissà se fra qualche mese qualcuno ricorderà ancora il sorriso sincero di quest’uomo. E’ stata la naturale conseguenza delle sue scelte di vita? Avrebbe potuto avere altre occasioni di realizzare un cammino dignitoso in questo mondo? Pochi, se non nessuno, possono giudicarlo. Molti lo possono ricordare, altri possono versare delle lacrime, alcuni si possono scusare. In ognuno di noi Vaclav avrà provocato una reazione, piccola o grande che sia. Aveva scelto l’anonimato per vivere, ma alla fine il suo mondo è venuto a contatto con il nostro. Che possa riposare in pace, Vaclav Briza. Che la terra ti sia lieve, più di quanto non lo sia stata in questa vita.

 

Nello Cassese

Classe 1994, laureato in Scienze della Comunicazione, frequenta il corso di laurea magistrale Corporate Communication and Media all’Università degli Studi di Salerno. Appassionato di calcio e sport in generale, segue con interesse e impegno temi di attualità vari, in particolar modo quelli inerenti il sociale e il terzo settore. Giornalista pubblicista iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Campania dal novembre 2016. Dal gennaio 2018 è direttore di 081news. Ha collaborato con il quotidiano online IlPopolareNews e con l'emittente televisiva nolana Videonola.