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Nola, Minieri: “Scelta della sede dell’università non dipende da noi”

È scontro a Nola tra amministrazione ed opposizione sulla questione università. Dopo la comunicazione di istituire la sede nolana dell’ateneo della “Parthenope” di Napoli lontano dal centro storico, l’opposizione ha chiesto lumi al primo cittadino Gaetano Minieri in un infuocato consiglio comunale del 30 luglio. Il sindaco ha chiarito:

Non decidiamo noi dove un soggetto investitore non dipendente da noi vuole investire i propri soldi. La scelta della sede dipende dall’università. È stato presentato un progetto, prima di partire valuteremo con l’ufficio tecnico se sono rispettati tutti i criteri urbanistici, vogliamo evitare ad esempio ingorghi vari che potrebbero crearsi. Sappiamo che è necessario rivalutare il centro storico, ormai quasi spento e, anche per via della situazione nazionale, ricco di attività del food. Stiamo predisponendo un progetto per una centro commerciale all’aperto nel centro storico. Con lo schema di convenzione le attività verranno eseguite temporaneamente nell’auditorium e nella sala Ottaviano Augusto del Parco Archeologico, l’università si occuperà delle utenze e del verde, la cittadinanza invece ne potrà usufruire di pomeriggio. Per quanto riguarda le scuole, invece, siamo in attesa di fondi per 160mila euro per metterle in sicurezza. Infine, vi annuncio che lunedì alle 13 ho appuntamento con il ministro della Giustizia Bonafede per parlare della cittadella giudiziaria nel 48 in Piazza D’Armi.

I consiglieri d’opposizione Cinzia Trinchese e Giuseppe Tudisco hanno sottolineato quella che per loro è una mancanza di linea programmatica:

Sappiamo che la scelta non dipende dal Comune ma a noi sembra che si sia fatto poco. Manca una vera e propria linea programmatica. Cosa succederà quando verrà istituita la sede? Quali benefici avrà la città? Il centro storico doveva essere rivalutato, è un degrado. Bisogna tutelare gli interessi della nostra città. Sappiamo che le decisioni spettano agli investitori ma è arrivato il momento di battere i pugni e far capire che ci sono interessi che non possono essere sorvolati. Per quanto riguarda lo schema di convenzione, non essendoci ancora collaudi e delibere di passaggio dei beni al patrimonio comunale, ci sembra un grande rischio e non lo condividiamo. Cosa sta facendo questa amministrazione? Viviamo una fase molto delicata, a breve saranno aperte le scuole e vogliamo sapere come la città si sta preparando per affrontare una nuova fase delicata della pandemia, ovunque si sta correndo ai riapri con nuove ordinanze. Manca una linea programmatica in tutto.