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Giudice del Tribunale di Nola minacciato, solidarietà dall’Ordine

Il giudice del Tribunale di Nola Valeria Ferraro è stato minacciato durante un’udienza nella giornata del 12 novembre. A richiamare l’attenzione sul caso, fa sapere il Mattino, è stato il consigliere di Magistratura Indipendente Antonio D’Amato, il quale ha confermato che il giudice è stato minacciato verbalmente da una delle parti, che chiedeva l’immediata trattazione del suo ricorso e che ha poi cercato di impossessarsi con la forza del fascicolo processuale e di portarlo via con sè.

Solidarietà è arrivata dal mondo della Magistatura, in dall’Ordine degli Avvocati di Nola:

Il Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Nola, Avv. Domenico Visone, a nome di tutta l’Avvocatura Nolana, condanna il vile gesto di cui è stata vittima la dott.ssa Valeria Ferraro, valente Magistrato del Tribunale Bruniano, nel corso delle udienze celebratesi il 12 novembre scorso, manifestando ad Ella, così come a tutti i Magistrati impegnati in prima linea nell’amministrazione della Giustizia, la più assoluta ed incondizionata vicinanza e solidarietà per l’incredibile ed inqualificabile aggressione subita. È stato violato, non solo l’esercizio delle funzioni di Giustizia cui è deputata la dott.ssa Ferraro, ma l’intero e sacro presidio di Legalità rappresentato dal Tribunale, quale luogo deputato al componimento delle controversie in nome del valore supremo della Legge ed in nome di un non secondario principio di Equità, cui spesso è ispirata la domanda di quanti ad esso si rivolgono. Si ringraziano le Forze dell’Ordine per il pronto intervento con il quale è stato assicurato alla Giustizia l’autore dell’efferata aggressione, non senza rimarcare che quanto occorso rappresenta fonte di preoccupazione e di attento vaglio affinché, attraverso la collaborazione di tutti (Magistrati, Avvocati, Forze dell’Ordine, Funzionari di Cancelleria ed operatori di giustizia in genere), si pervenga allo studio ed all’adozione di misure che consentano un sereno svolgimento dei propri compiti, evitando il prodursi di fatti, come ed ancor più gravi, di quello accaduto.