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Nola: la Fondazione incontra i cittadni ma è bufera sul Food Festival

In queste settimane la Fondazione aveva esplicitamente chiesto la collaborazione della cittadinanza per lo sviluppo della Festa dei Gigli, da poco più di un anno insignita del sigillo UNESCO. Fulminea è arrivata la risposta dei cittadini nolani che ieri si sono confrontati con il presidente Raffaele Soprano e il segretario Antonio Daniele nella sede presso l’ex plesso carcerario. Una decina di nolani, appartenenti al corposo gruppo Facebook “noi che amiamo Nola”, e un gruppo di ristoratori nolani hanno portato le loro richieste e i loro dubbi all’attenzione della Fondazione.

Molte iniziative e molti interrogativi sorvolati in una riunione alquanto sterile e poco performativa. Tra le molte iniziative messe sul tavolo dai cittadini vi erano la proposta di creare un’app per i telefonini in grado di dare informazioni sui luoghi d’interesse di Nola e la proposta artistica di far ruotare vari eventi per tutte le settimane antecedenti alla domenica della Festa, coinvolgendo comitati e scuole di ballo nolane, creando una specie di arena di spettacoli in Piazza. Molte le preoccupazioni espresse dai cittadini, riguardanti in particolare le vie di fuga e la sicurezza per disabili ed anziani. Risposte sono state chieste anche in riferimento alle tribune a pagamento e il prolificare delle feste al di fuori di Nola. La Fondazione ha chiarito, in maniera più o meno chiara, i vari argomenti:

Per quanto riguarda la sicurezza non dovete preoccuparvi, è stato già tutto organizzato ma vorremmo ricordare che il piano di sicurezza non è un settore di nostra competenza. Per quanto riguarda la salute delle persone con disabilità e gli anziani ci sono le solite postazioni sanitarie e abbiamo predisposto posti riservati ai disabili sulle tribune, mentre altri saranno prenotabili e al costo di 5 euro, disponibili online o in un’agenzia di viaggi. Altro non è stato ancora deciso perchè nelle molte riunioni non c’è stata un’assidua presenza delle associazioni, eccenzion fatta per alcune di esse. Per quanto rigauarda il turismo, stiamo lavorando per creare un pacchetto di 30 euro che possa anche includere il biglietto per un posto in tribuna e il pranzo in qualche ristorante.

Riguardo la clonazione delle feste in vari paesi ha preso la parola direttamente il presidente Raffaele Soprano:

Io vorrei dire la mia presonalissima opinione su questo argomento. Sinceramente non mi interesso delle feste al di fuori di Nola, la nostra città è patrimonio UNESCO e dobbiamo pensare al nostro sviluppo. Nel panorama giglistico la Festa dei Gigli di Nola è l’emblema della festa dei Gigli, il punto di riferimento. Stiamo inoltre lavorando per portare un vero obelisco all’EXPO di Milano.

Alla riunione erano presenti anche esponenti del giglio del Panettiere, ristoratori e rappresentanti dell’ACCAN, associazione di commercianti attiva nel nolano. Alcune tensioni ed incomprensioni si sono sviluppate riguardo la postazione del giglio del Panettiere che, a poche settimane dalla festa non ha ancora un’ubicazione, avendo i maestri di festa ritenuto l’attuale postazione nei pressi della villa non sicura e troppo chiusa dalla presenza di altri due gigli in poche centinaia di metri. Il filone dell’incontro è andato inevitabilmente a spostarsi sulla questione dello street food festival, attivo dal 20 giugno al 3 luglio nella villa comunale, attualmente inagibile. Una delegazione di ristoratori nolani ha espresso tutta la loro delusione:

Siamo rimasti davvero molto delusi dalla scelta di provvedere a contattare ristoratori non nolani per un evento così centrale ed importante come lo street food festival. Premettiamo che non siamo assolutamente contro la nascita di questo evento, ma ci saremmo aspettati di essere almeno interpellati per un’eventuale collaborazione. Abbiamo scelto di non trasferirci in periferia e di rimanere nel centro storico, facciamo sacrifici e ci aspettiamo di essere premiati almeno nel periodo clou della festa. Stiamo ancora recuperando i soldi persi con un’altra cattiva gestione fatta l’anno scorso a Giguno. Ci pare ovvio che le persone andranno a consumare in villa, sia per la centrale localizzazione che per la fruizione che è sicuramente più veloce della nostra. Per noi questo è stato davvero uno sgambetto da parte della Fondazione.

A difesa dei ristoratori si sono esposti anche i rappresentanti dell’ACCAN che hanno, in ultima analisi, richiesto il business plan dell’evento:

Quando si organizza un evento del genere, sovvenzionato da denaro pubblico visto che la villa comunale dovrà essere curata con i soldi dei contribuenti, ci deve essere un ritorno sia economico che promozionale per la collettività. Non scegliendo ristoratori del posto non vediamo come questo possa aiutare la collettività e far conoscere al turista i nostri prodotti, visto che Rosso Pomodoro è un colosso ormai già conosciuto. A Questo punto ci viene da pensare che Rosso Pomodoro tragga beneficio da questa iniziativa e non Nola. Perchè non è stato possibile delocalizzare l’evento, vista l’inagibilità della villa, o spostarlo in altra data? Ci interesserebbe vedere il business plan di un evento che è stato comunicato alla cittadinanza solo in questi giorni.

La Fondazione ha risposto, in maniera più o meno preparata, agli interrogativi dei commercianti e dell’ACCAN:

Tutto ciò che facciamo lo facciamo per il bene della collettività. Anche a Napoli lo street food ha avuto gran successo. Dobbiamo entrare nell’ottica che la Festa è patrimonio dell’umanità e dobbiamo quindi uscire da questo privatismo e da questo piccolo mondo. Date e luoghi sono state decise considerando sempre il bene della città, la villa ci è stata dichiarata adatta per l’evento da parte del Comune. Vogliamo che la festa sia vissuta 365 giorni ma dobbiamo creare le condizioni. Il business plan non è ora in nostro possesso e non sappiamo chi siano gli altri 4 ristoratori chiamati al fianco di Rosso Pomodoro. Abbiamo provveduto ad eliminare la presenza degli ambulanti per salvaguardare il commercio nolano. Il nostro primo obiettivo è quello di ridare integrità e dignitià alla nostra Festa; Ecellenze Campane non ha voluto rinnovra la collaborazione prorpio a causa del grande numero di ambulanti presenti l’anno scorso. Lo street food, inoltre, è per chi vuole consumare in maniera veloce e non comdamente seduto in un ristorante, per quello le persone verranno sicuramente da voi.

Anche noi di 081news abbiamo avuto un confronto con la Fondazione. Sottolineando che lo street food di Napoli è stato organizzato comunque in collaborazione con ristoratori partenopei, abbiamo chiesto delucidazioni sul fatto che attività nolane sono state estromesse con così poca comunicazione. Il segretario Antonio Daniele ha risposto ai nostri quesiti:

Come Fondazione non abbiamo i mezzi per organizzare eventi del genere. Ci siamo affidati ad una società che lavora in questo campo per l’organizzazione del Festival; hanno stilato una lista con dei ristoratori e hanno deciso di scegliere Rosso Pomodoro e altri 4, dei quali però non conosciamo ancora l’identità.

Gli interrogativi però persistono anche dopo la riunione. Perchè un evento del genere è stato organizzato con così poca comunicazione con i ristoratori nolani? Perchè la villa comunale, ritenuta al momento inagibile, è stata arbitrariamente dichiarata adatta ad un evento del genere? Perchè la cittadinanza è all’oscuro di tutti questi elementi? Che interesse avrebbe il Comune a prendere queste decisioni contraddittorie?

Ciò che è certo è che problematiche del genere si stanno affrontando in maniera un po’ caotica. Non si capisce quali siano le competenze di un organo e chi effettivamente gestisca la Festa nella sua totalità, una Festa che appare molto lontana dall’arbitrio della cittadinanza. I cittadini sono tornati alle proprie case contenti per la collaborazione vista ma molto insoddisfatti per le risposte ottenute, i commercianti hanno lasciato la riunione impotenti e molto amareggiati; dopo due ore di confronto si è chiuso il sipario di uno spettacolo alquanto deludente ed inconcludente, uno spettacolo per il quale sicuramente i commercianti avrebbero voluto chiedere “il rimborso del biglietto”.

di Nello Cassese

Nello Cassese

Classe 1994, laureato in Scienze della Comunicazione, frequenta il corso di laurea magistrale Corporate Communication and Media all’Università degli Studi di Salerno. Appassionato di calcio e sport in generale, segue con interesse e impegno temi di attualità vari, in particolar modo quelli inerenti il sociale e il terzo settore. Giornalista pubblicista iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Campania dal novembre 2016. Dal gennaio 2018 è direttore di 081news. Ha collaborato con il quotidiano online IlPopolareNews e con l'emittente televisiva nolana Videonola. Collabora come inviato sportivo per Il Giornale di Sicilia e come speaker radiofonico per Radio Antenna Campania.