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Nola, un Giglio sulla Terra dei Fuochi a firma di Mimmo Paladino

Il Giglio inteso come espressione di un’idea,magari quella dei maestri di festa, o strumento di  denuncia di un qualcosa in particolare, come in questo caso quello del problema della Terra dei Fuochi. Un nuovo modo di vedere il Giglio e il suo “vestimento”  non più inteso come semplice oggetto di esibizione o divertimento, ma come strumento di espressione di valori importanti come la fede e la tradizione.

E’ stata proprio questa l’idea portata avanti dal comitato di amici, prima, e maestri di festa,poi, “Solo Noi” che hanno voluto fortemento che il “vestimento” del loro Giglio fosse espressione di fede e tradizione , ma soprattutto che trasmettesse un messaggio importanti a tutti i cittadini e affrontasse una tematica importante e all’ordine del giorno come quella ambientale.

A concretizzare tutto ciò è stato il maestro d’arte Mimmo PAladino che ha firmato il “vestimento” del Giglio del Panettiere che verrà presentato stasera alle 21:00, alla presenza di Paladino,appunto, del maestro Vittorio Avella,del Preside della Facoltà di Architettura di Napoli, del Vescovo di Nola, Mons.Beniamino DePalma, e dei ragazzi dell’ITIS di Giugliano “Luigi Galvani”.

Il Comitato “Solo Noi” ha espresso così la propria idea di fare Festa e fare il Giglio:”Siamo convinti, infatti, che il Giglio debba tornare ad essere sintesi ed espressione di fede, di devozione verso il nostro amato Santo, non oggetto di esibizione, o, peggio ancora, mero strumento di divertimento, peraltro limitato ai pochi direttamente coinvolti.
Questi obiettivi hanno caratterizzato tutte le nostre attività: dalla prima uscita della Bandiera, alla scelta del logo e dai messaggi che trasmettiamo con il nostro modo di essere e di vivere la festa.
I simboli dell’amicizia e della solidarietà, sono stati espressi nella rappresentazione nel logo delle “nostre mani”, ancorchè colorate, simboleggiando la diversità e lo scambio delle nostre idee, l’interazione delle nostre energie, il rispetto delle singole individualità e specificità e, nello stesso tempo, l’unione di intenti con l’obiettivo, molto ambizioso, di lasciare un segno positivo.
Tanto nella consapevolezza che il giglio è temporaneamente nelle “nostre mani” e di esser una piccola parte di una storia virtuosa che trasmette da secoli valori universali.
Il sigillo Unesco, che da quest’anno corona l’evento, assegna maggior responsabilità alla intera città ed ai diretti protagonisti dei gigli. Un risultato prestigioso che restituisce merito a chi per anni si è impegnato in questa battaglia ed un punto di partenza per un rinnovato impegno nel solco della tradizione. Bisogna saperlo custodire e coglierlo come una grande opportunità per la valorizzazione, rigenerazione culturale ed etica della Festa e per la riconquista della dignità di Nola.
Per tutto questo il nostro slogan: l’unione fa la forza e, quindi, l’UNIONE FA LA FESTA”.

di Antonio Laurino