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Nola senza la Festa dei Gigli è una città vuota, e questo è un problema

Nola senza la Festa dei Gigli è vuota, triste“. Quante volte in questi giorni questa frase è stata detta, scritta, a volte anche sbattuta in faccia. Molti le hanno dato un’accezione “poetica”, in realtà dietro il sipario c’è un’atavica patologia che ha come effetti l’immobilismo e la mancanza di un costante progetto di valorizzazione socio-culturale-economica. Che Nola fosse nota per la Festa dei Gigli è risaputo ed è un vanto, ma che la stessa Nola senza il Giugno Nolano sia una città amorfa e grigia non lo si può accettare. Senza giri di parole: è un problema.

Ed è un problema che non si può imputare (solo) all’attuale amministrazione, così come non ce la si può prendere sempre e comunque con la precedente. Che Nola sbocci e diventi volano per l’economia di un intero territorio e che prenda un posto di rilievo regionale e nazionale è l’auspicio che tutti hanno ma che da decenni è puntualmente disatteso. Basterebbe girare lo sguardo su Piazza d’Armi, un sottomondo di inquinamento e illegalità a pochi metri dal centro. Ma basterebbe anche camminare nel corso principale e dare uno sguardo ai (almeno) 15 cartelloni “Affittasi“. Così come basterebbe fare due chiacchiere con i volontari delle associazioni e delle mensa fraterna: i cittadini (non solo stranieri, soprattutto italiani) che soffrono la fame sono sempre di più.

E che dire del patrimonio culturale e artistico di una città con una storia più antica di Roma? A dispetto dell’impegno di tantissimi attori del settore e associazioni, non si è mai riusciti a far sì che tutto questo potesse sostenere una città intera per l’intero anno. Anche in questo caso, basti vedere il parco archeologico urbano che è stato spesso aperto solo per eventi specifici e poi richiuso; basti vedere l’anfiteatro (uno dei più antichi in Campania), quasi sempre chiuso; basti vedere il villaggio preistorico di cui se ne sono letteralmente perse le tracce. Resiste, forte e affascinante, solo la Festa dei Gigli, anche se non si è creato ancora un circuito di marketing capace di accogliere turisti e visitatori 365 giorni all’anno. Anche in questo caso, così come in tanti altri aspetti, Nola sembra essere in perenne stato di potenza, in attesa di spiccare il salto, volo che poi puntualmente non prende.

Questa analisi, sicuramente perlopiù sofistica, emerge da un evento in particolare, anzi un “non evento”: l’annullamento dell’edizione 2020 della Festa dei Gigli causa Covid. Nonostante le tante iniziative, a più di qualcuno sarà balzata agli occhi una cupa e triste atmosfera in questi giorni. Una di quelle atmosfere che fanno sorgere degli interrogativi: quanto avranno perso le attività commerciali in termini economici (molte trovano nel Giugno Nolano le fondamenta del proprio profitto)? La città può resistere senza la sua amata Festa? Ma soprattutto, è giusto che una città di tale calibro debba dipendere da una sola variabile? Una città che ad oggi non è ancora a misura di runner e bici e che, non di rado, è difficile da vivere anche per le persone con disabilità. Una città che, per quanto possa essere bella, appare spesso inconcludente, disorganizzata, senza una visione d’insieme e che sappia guardare al futuro.

nola

ph. Francesco Ruggiero

Sarà questa la grande sfida dell’attuale amministrazione (che non vive un periodo particolarmente tranquillo) e di chi sarà sempre impegnato nella gestione della cosa pubblica a Nola: creare una città viva, tutti i giorni, che sappia sostenere i sogni dei suoi giovani e li riesca a trattenere, che sappia essere solidale e accogliente con chi ne ha bisogno, che sappia colorarsi sempre e non solo un mese all’anno, che sappia vivere di cultura e con la cultura. Aprire gli occhi a giugno e chiuderli tutto l’anno è come spazzare la polvere sotto il tappeto quando hai ospiti a casa. Il periodo drammatico che abbiamo vissuto ci ha indebolito ma ci ha anche insegnato a non mollare e a fare di meglio, a superare i nostri limiti e volare più alto. Correre, verso il futuro e il rinnovamento, per dare ad un’intera comunità la possibilità di realizzarsi. Non un giorno, non un mese. Sempre.

Nello Cassese

Classe 1994, laureato in Scienze della Comunicazione, frequenta il corso di laurea magistrale Corporate Communication and Media all’Università degli Studi di Salerno. Appassionato di calcio e sport in generale, segue con interesse e impegno temi di attualità vari, in particolar modo quelli inerenti il sociale e il terzo settore. Giornalista pubblicista iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Campania dal novembre 2016. Dal gennaio 2018 è direttore di 081news. Ha collaborato con il quotidiano online IlPopolareNews e con l'emittente televisiva nolana Videonola. Collabora come inviato sportivo per Il Giornale di Sicilia e come speaker radiofonico per Radio Antenna Campania.