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Nola, Festa dei Gigli: il caso della revoca del Calzolaio 2020

Se ne sta parlando da giorni ormai. Anche quest’anno l’edizione della Festa dei Gigli di Nola è alle prese con ricorsi e sentenze. Ultimo caso è quello del Calzolaio 2020, il cui Maestro di Festa è stato negli ultimi giorni soggetto di revoca da parte dalla Fondazione che, inoltre. Cerchiamo di fare chiarezza con i documenti e le notizie in  nostro possesso.

LA POSIZIONE DELLA FONDAZIONE

Il 10 settembre scorso la Fondazione Festa dei Gigli ha aperto un’istruttoria diretta alla verifica della permanenza dei requisiti di ammissibilità della concessione della macchina organizzativa per il Calzolaio 2020 a Stefanina Caccavale. Al termine di tale istruttoria, la Fondazione aveva affermato di aver raccolto la rinuncia da parte del firmatario, Vincenzo Telese, e la comunicazione delle nuove maestranze con cui Caccavale aveva preso nuovi accordi. La Fondazione afferma, inoltre, di aver rilevato dallo stesso firmatario che la sua disponibilità era stata rilasciata alla Caccavale che era rappresentante di un gruppo con il quale erano stati presi accordi. Proprio in spregio a questi accordi, secondo la Fondazione, la Caccavale avrebbe formato un nuovo gruppo organizzativo poichè, anche come affermato durante il contraddittorio del 5 settembre con tutti i protagonisti, non si era trovata più d’accordo con le persone a cui si era rivolta. Inoltre, al posto della paranza “Mondiale” di Barra che era stata inizialmente chiamata per la Festa, era stata successivamente scelta una nuova paranza, denominata “Suprema” di Brusciano. Secondo i riscontri della Fondazione, questa paranza “propagandava la partecipazione alla Festa precisando di essere prestanome”, il tutto documentato con prove fotografiche. Per tali motivazioni, in luogo degli articoli 6 e 14, venuta a mancare meno anche la presenza del firmatario, la Fondazione avviava procedura di revoca, riaprendo i termini per una nuova assegnazione, per la quale le domande dovranno essere presentate entro le 12 del 10 ottobre.

LA POSIZIONE DEL MAESTRO DI FESTA

Contraria invece la versione del Maestro di Festa, Stefanina Caccavale. La Difesa ha infatti risposto alle richieste della Fondazione con le proprie argomentazioni. La Difesa della Caccavale definisce “capziosa, illegittima ed arbitraria” la decisione della Fondazione, al termine di una “confusa e incongruente” attività alla base delle motivazioni addotte. Secondo questa versione, la Caccavale aveva provveduto a riorganizzare il team del Calzolaio per una scelta che non derivava da lei ma dal vecchio comitato, non mosso più, secondo la versione del Maestro di Festa, da spirito di aggregazione. La Caccavale aveva quindi comunicato il 10 settembre la formazione del comitato “Figli e duj Santi“. Inoltre, precisa ancora la Difesa, il signor Telese, firmatario, era consapevole che Stefanina Caccavale si presentasse non in veste di una rappresentante di un gruppo ma come soggetto individuale volenteroso di organizzare la Festa per la corporazione del Calzolaio. La Difesa, infine, sottolinea che non esiste nessuna norma che impone la persistenza della figura del firmatario per l’intera durata ed efficacia dell’atto concessorio, poichè questo rappresenta un requisito finalizzato all’ammissibilità della domanda ed alla sua assegnazione. Inoltre, sottolinea ancora la Difesa, non esiste alcuna norma che vieta al Maestro di Festa di avere ripensamenti sul comitato organizzativo entro il termine ultimo per la designazione. Stefanina Caccavale ha quindi chiesto l’accesso agli atti per visionare la copia delle fidejussioni bancarie presentate da tutte le altre corporazioni entro il 16 settembre.

LE REAZIONI

Due versioni opposte quelle esposte dai protagonisti. Alcuni gruppi consiliari, in riferimento perlopiù alla passata edizione della Festa dei Gigli, hanno tuttavia richiesto nelle scorse ore le dimissioni dei membri della Fondazione. In particolare, si sono esposti, con note pubblicate sui propri profili Facebook, i gruppi Nola Democratica e Uniti per Nola. Pronta è arrivata anche la risposta della Fondazione Festa dei Gigli che, tramite il presidente Lorenzo Vecchione, ha affermato:

Premesso che nessun membro del Consiglio di amministrazione della Fondazione è “abbarbicato” a nessuna poltrona, è arrivato il momento di fare chiarezza sulla attività ed i poteri della Fondazione, soprattutto per quelle persone che “forse” non  sanno. In queste settimane estive siamo stati costretti ad inseguire la maggior parte degli assegnatari dei Gigli della prossima edizione al fine di indurli ad ottemperare agli impegni assunti con la partecipazione ai bandi. Sono stati disattesi, infatti, tutti gli impegni ed ancora non vi è un allineamento generale alle norme del regolamento vigente. Al momento sono state consegnate soltanto alcune fideiussioni ed ancora non sono stati costituiti tutti i comitati così come previsto. Tutto ciò sta minacciando pericolosamente il futuro svolgimento della Festa dei Gigli di Nola. Le regole, una volta accettate, non si possono derogare: “pacta sunt servanda. Riguardo poi la revoca del Giglio del Calzolaio, la rinuncia  dell’assegnatario e le motivazioni emerse nella istruttoria, corredata dalle comunicazioni anche video, non hanno concesso alternative alla revoca. Il Consiglio di amministrazione della Fondazione ritiene che è precipuo compito suo di promuovere la Festa in Italia e all’estero, come è stato fatto in questo anno e mezzo, per la prima volta e con grande successo. Ricordo a quelli che criticano, facendo soltanto confusione, che non è nei poteri della Fondazione fermare un giglio, seppure palesemente in difficoltà, ma si può fermare solo con ordinanza sindacale, fermo restando l’imprevedibilità degli eventi. Sempre per quelle persone che “forse” non sanno, è sempre utile ricordare delle difficoltà nelle quali abbiamo operato, con una gestione commissariale che ha ritenuto di affidare alla Fondazione tutte le manifestazioni del Giugno Nolano, facendoci mancare tuttora l’erogazione di parte dei contributi del 2018 e larga parte dei contributdel 2019 ancorché decurtati del 25%. Se vogliamo che, per qualche non tanto misconosciuto motivo, la Festa ritorni ad essere autoreferenziale, non rimane che dichiararlo senza campagne pretestuose. Non c’è più tempo! Dimostriamo di amare veramente San Paolino e la festa dei Gigli.