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Nola: il Consiglio Comunale approva il dissesto finanziario

La prima barriera da superare per l’amministrazione Minieri a Nola è datata 26 agosto 2019. In Consiglio la Giunta ha proposto lo stato di dissesto finanziario, in un clima inevitabilmente rovente.

Il consiglio comunale, in programma per le ore 10, è cominciato alle ore 11 e si è concluso dopo quasi 5 ore. In precedenza si è tenuta la commissione bilancio alle ore 8.30; tuttavia ci sono state discussioni prima dell’inizio ufficiale del consiglio, protattesi per molto tempo e anche nell’aula pubblica consiliare, dinanzi a cittadini presenti che poco riuscivano a capire cosa venisse detto. Il risultato è stata una richiesta di sospensione del consiglio di 30 minuti, presentata dall’opposizione per prendere atto e studiare una nota finanziaria arrivata solo in mattinata, l’obiettivo era quello di vagliare ogni via possibile per evitare il dissesto anche dinanzi a nuove comunicazioni finanziarie arrivate in mattinata. Il Consiglio ha votato favorevolmente ma non sono mancati momenti di acceso dibattito, con il consigliere Enzo De Lucia che ha ribadito la necessità di tagliare i gettoni di presenza per giunta e consiglio, a cui è arrivata la risposta del presidente Rino Barone che ha sottolineato l’importanza dell’ordine del giorno e invitato il collega a non strumentalizzare, oltre a quella del consigliere Iovino che ha “bacchettato” il collega ricordandogli la sua presenza per anni nelle vecchie giunte. Il clima è in ogni caso ritornato sereno anche grazie all’intervento del sindaco che ha invitato tutti a votare per la sospensione e dare così opportunità all’opposizione di valutare ogni elemento e discutere in piena coscienza riguardo una questione tanto importante per la città.

IL DISSESTO

Il Consiglio Comunale ha votato in maggioranza la delibera che afferma la non sussistenza dell’equilibrio di bilancio (8 voti contrari, 15 favorevoli, consigliere Tudisco astenuto, assente il consigliere Lucianna Napolitano). Conseguentemente è stata votata la richiesta di dissesto, approvata con maggioranza anche in questo caso (15 favorevoli, 8 contrari, Tudisco ha abbandonato l’aula dopo la sua intenzione di voto). Votazione favorevole anche per l’esternalizzazione della riscossione coatta dei tributi ad un’azienda tramite gara pubblica. A spiegare la situazione è stato l’assessore alle Finanze, Francesco Antonio Galasso:

Il 22 febbraio 2019 veniva proposto dal commissario un piano di riequilibrio ventennale per recuperare un disavanzo di 33 milioni di euro. Entro il 30 luglio era necessario comunicare la fattibilità del riequilibrio. La situazione in cui versa il Comune, ad oggi, non permette, con queste scadenze di assicurare la fattibilità di questo piano. Da febbraio ad agosto sono aumentati, inoltre, i numeri del contenzioso legale e dei debiti fuori bilancio. Questo comune non incassa, quindi non può pagare. Basti pensare che il 60% dei cittadini non paga la TARI. Non siamo in grado neanche di quantificare il debito, un fatto gravissimo, ogni giorno arrivano carte nuove. Oltre ad un dissesto finanziario, ci troviamo di fronte ad un dissesto amministrativo. Voglio sottolineare che le tasse non subiranno altri aumenti, visto che per legge le aliquote già sono state alzate al massimo.

LE DICHIARAZIONI

Ecco cosa ha detto il sindaco Gaetano Minieri:

I cittadini non sono vacche da mungere. A loro dobbiamo offrire servizi, dobbiamo ripianare il debito ma anche far ripartire la città. Siamo sempre aperti al confronto ma la minoranza non ha portato una granitica alternativa. Questa è una manovra di indirizzo, sono dati oggettivi, non è una semplice scelta politica.

Contraria la minoranza, che tramite i consiglieri Trinchese e Parisi, ha mostrato forti dubbi:

È stato fatto tutto per evitare questo dissesto? Secondo noi non sono state vagliate tutte le opzioni previste per legge. Non è stato fatto nulla per avviare tutte le procedure previste dal piano di riequilibrio. È mancata la scelta politica di provare ad evitare questo dissesto.

Astenuto il M5S in entrambe le votazioni. Giuseppe Tudisco ha affermato:

C’è tanto da organizzare e tanto da discutere. Ma ci sono anche tante persone in maggioranza che prima erano in quella amministrazione che ha portato a questo debito. Se quindi oggi loro votano il dissesto affermano il loro fallimento politico e se ne devono assumere le responsabilità.

COSA SUCCEDE ORA

Il Ministero degli Interni dovrà designare una commissione straordinaria che aiuterà l’amministrazione ad intervenire sul debito pregresso. Le conseguenze saranno ovviamente politico – amministrative ma anche sociali. Le amministrazioni in dissesto non potranno contrarre mutui, dovranno collaborare con la Commissione Straordinaria in termini di bilancio e quindi avranno evidenti limiti di manovra. Le imposte per i nolani sono già al massimo, la legge non prevede ulteriore aumento. Per quanto riguarda i “colpevoli” del buco di bilancio che hanno portato l’amministrazione al pre-dissesto prima e al dissesto poi, se la Corte dei Conti accerterà le colpe ci saranno sospensioni dal ricoprire cariche pubbliche e a presentarsi a tornate elettorali anche per dieci anni.