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“Negru” non fu razzista: “assolto” l’arbitro Coltescu

La frase di Coltescu in Champions League non fu razzista. Il quarto uomo della gara tra Basaksehir e PSG che espulse un dirigente turco di colore chiamandolo “negru” è stato “assolto” dalla Uefa. Secondo la Gazzetta dello Sport, infatti, per gli ispettori non ci sarebbe stato “nessun razzismo, nessuna discriminazione da parte degli arbitri, perché in romeno negru vuol dire nero senza connotazioni offensive“. La relazione, che ora andrà in valutazione alla Commissione Disciplinare, sottolinea come l’espressione del quarto uomo Sebastian Coltescu fosse stata usata solo per distinguere fra i membri della panchina del Basaksehir chi andava sanzionato (in quel caso il vice allenatore, il camerunese Webo). Il caso fece molto scalpore, le due squadre uscirono dal campo per protesta e in tutto il mondo ci furono molte levate di scudi per dire No al Razzismo. Pochi giorni dopo, tuttavia, l’arbitro romeno e Demba Ba (uno dei calciatori che più si era indignato in quei momenti) si erano chiariti in una lunga telefonata ma ormai il processo disciplinare era stato aperto.

Secondo gli ultimi sviluppi, l’arbitro potrebbe quindi essere definitivamente assolto. Gli ispettori Uefa, nel loro rapporto, scrivono che “dalle prove video e audio disponibili, è stato stabilito che Coltescu e il guardalinee hanno usato le espressioni in lingua romena ‘quello nero’ e ‘il nero’, semplicemente per identificare il secondo allenatore del Basaksehir, Webo. Secondo il rapporto linguistico, le espressioni romene ‘quello nero’ e ‘il nero’ non hanno connotazioni discriminatorie o negative. Inoltre, la parola ‘nero’ è ampiamente utilizzata dalle organizzazioni antirazziste e dai loro milioni di seguaci proprio per combattere la discriminazione. L’ispettore designato per l’etica e la disciplina ritiene che l’indagine su un possibile comportamento razzista o discriminatorio sia terminata, senza la necessità di un’azione disciplinare per violazione degli articoli della legge Uefa“.