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Naufragio al largo della Libia: 100 migranti salvati ma proteste per le operazioni della Marina

Ennesimo naufragio al largo delle coste libiche. Circa 100 migranti erano a brodo di un gommone che però, nella mattinata del 29 maggio avevano cominciato ad accorgersi che qualcosa non andava: il gommone stava imbarcando acqua e si stava sgonfiando. L’aereo “Moonbird” aveva lanciato subito l’allarme, poi ripreso da Alarm Phone. A condurre le operazioni di salvataggio è stata la nave “Cigala Fulgosi” P490 della Marina Militare Italiana.

LE PROTESTE La ONG Sea Watch aveva sin da subito sottolineato la gravità della situazione, scrivendo sui social che a bordo c’erano anche due bambini e che arrivavano notizie (poi non confermate) di una bimba morta a bordo. Secondo la ONG, la Marina Militare stava deliberatamente aspettando di intervenire, lasciando in balìa del mare 100 persone. In effetti, la Cigala Fulgosi ha salvato le persone in pericolo ma quasi 24 ore dopo. “Alle 13:51 un aereo da ricognizione si trova nuovamente vicino alla posizione del gommone e registra la presenza della P490 a sole 9 miglia nautiche di distanza. La nave della Marina Militare, però, continua a non intervenire. Alle 4:37 le persone segnalano che un elicottero sta volando sopra le loro teste ma non vedono navi all’orizzonte“: aveva comunicato Alarm Phone. La nave Cigala ora è diretta verso il porto di Genova, non il primo porto sicuro più vicino (la nave infatti è attesa in Liguria non prima di domenica 2 giugno).

LE REAZIONI Genova dovrebbe ospitare solo temporaneamente i 100 migranti, in attesa di una nuova meta. A dirlo, da Potenza, è Matteo Salvini: “il mio obiettivo, quando questa nave arriverà a Genova, è di avere accordi con Paesi europei e con il Vaticano, in modo tale che non ci sia solo un immigrato a carico e spese degli italiani“.