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Napoli: stazioni metro aperte la notte per dare riparo ai clochard. Chiusi ancora le porte delle chiese

Il freddo polare che si sta abbattendo sull’Italia in questi giorni sta creando numerosi disagi in tutto il Paese. In Campania, nella zona irpina e nel sannio, le abbondanti nevicate hanno costretto le istituzioni locali a chiudere scuole e università, mentre a Napoli nella giornata di ieri un clochard ha perso la vita nel Centro Direzionale. A soffrire il freddo infatti sono soprattutto i meno fortunati che tra una galleria o una stazione cercano riparo. Tante sono le iniziative in città per aiutare queste persone, dalla decisione dell’ANM presa lo scorso 16 Gennaio di aprire le stazioni della metro durante la nottata per offrire un luogo più caldo a chi purtroppo una casa non ce l’ha, all’assiduo lavoro dei volontari che forniscono coperte e pasti caldi in vari punti della città, al bel gesto di alcuni locali come Sorbillo, il Gambrinus, Rosati e l’Unipan di distribuire bevande calde, pizze e pane ai meno fortunati – così come spiegato dal consigliere regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli e Gianni Simioli, conduttore della trasmissione La Radiazza su Radio Marte.
A questa maratona di solidarietà però non tutti sembrano voler partecipare, sta infatti correndo sul web la protesta contro alcune chiese che ai loro ingressi presentano ancora dei dissuasori anti-clochard, delle vere e proprie costruzioni in ferro o spuntoni che non permettono ai senza tetto di potersi appoggiare.
Forte è l’appello di Borrelli e Simioli che ribadiscono la richiesta alle chiese napoletane che ancora hanno questi dissuasori ai loro ingressi, come quella di via Costantinopoli, di eliminarli e ospitare i senza fissa dimora invece di cacciarli.

di Vincenzo Persico