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Il coronavirus non ferma l’inquinamento da polveri sottili

Sebbene al di sotto degli sforamenti registrati nella stessa data dell’anno (4/08) nel 2018 e nel 2019, non si fermano gli sforamenti da polveri sottili registrati alla centralina Arpac di San Vitaliano.

Le restrizioni applicate dal ferreo lockdown causa pandemia da Marzo a Maggio hanno in Campania e nell’Agro Nolano solo smussato quest’anno di pochissimo la  spigolosa problematica delle polveri sottili, tra gli inquinanti più pericolosi responsabili dell’escalation di malattie dell’apparato respiratorio, endocrino  e cardiovascolare, nonché dell’aumento indiscriminato dei casi di tumori nel nostro territorio.

Ad oggi i giorni superati dagli sforamenti alla Scuola Marconi di San Vitaliano sono almeno 58, quattro in meno della postazione sita a Volla che registra ben 62 sforamenti al momento. Un record negativo che vede al momento al terzo posto sul podio il caso di Acerra-Scuola Caporale con 46 sforamenti da Pm10 registrati sempre alla data del 4 Agosto.

Ancora una volta l’agglomerato Napoli-Caserta (ZONA IT1507), secondo la Rete Regionale di Monitoraggio della qualità dell’aria, è quello più colpito. In Campania, come nel resto d’Italia, il decreto legislativo n. 155 del 2010 stabilisce che il valore limite da calcolarsi giornalmente (e che in un anno non deve essere superato per più di 35 giorni) corrisponde a 50 microgrammi per metro cubo e, su base annuale, a 40 microgrammi per metro cubo.

Come prevenire e controllare il fenomeno nei prossimi mesi?

Per diminuire i livelli di PM10 presenti in ambienti interni (indoor), secondo istruzioni dell’Istituto Superiore della Sanità, potrebbe essere utile:

  • arieggiare le abitazioni aprendo di preferenza le finestre più distanti dalle strade maggiormente trafficate o nelle ore in cui il traffico è limitato. Nel caso in cui l’ambiente sia dotato di impianti di ventilazione o condizionatori, è bene evitare di collocare prese o bocchette dell’aria in corrispondenza delle strade più trafficate ed è importante far effettuare, da personale esperto e con una certa regolarità, una corretta manutenzione e pulizia dei filtri;
  • evitare di soggiornare troppo a lungo e di dormire in ambienti dove sono stati accesi o utilizzati camini, stufe, prodotti come bastoncini d’incenso, deodoranti, diffusori di profumi o dove sia stato utilizzato fumo di tabacco;
  • effettuare una regolare manutenzione, sempre da parte di personale esperto, dei sistemi di riscaldamento che devono essere dotati di canali di areazione esterna.

Dato che all’aperto il traffico degli autoveicoli a benzina e diesel (auto, bus, camion) è una delle cause più importanti di presenza di PM10 nell’aria, una corretta scelta nonché una valida e salutare alternativa per diminuire i livelli di PM10, alla quale può attivamente contribuire ogni cittadino, consiste nell’andare a piedi, usare i mezzi pubblici di trasporto o utilizzare la bicicletta o monopattini elettrici. Gli impianti di riscaldamento delle abitazioni sono un’altra importante fonte di emissioni di PM10 durante il periodo invernale.

E’ proprio durante il periodo autunnale ed invernale che la quantità di particolato atmosferico aumenta. La diffusione  nell’aria dipende poi dalle caratteristiche del combustibile (solido, liquido, gassoso) e dallo stato di manutenzione del camino, stufa o caldaia. Il crescente utilizzo di biomasse per il riscaldamento domestico ha purtroppo fornito  poi un importante contributo alle concentrazioni di PM10.

Annibale Napolitano

Classe '90, dedito ai temi legati all'ambiente e alla società nel suo insieme. Ha fatto studi classici, è appassionato di narrativa e di cinema.