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A Napoli una donna moriva per le botte del compagno mentre sfasciavano il pronto soccorso

Una rapina, 3 spari, un 15enne morto, un pronto soccorso sfasciato. A Napoli la tensione è stata alta nella nottata del primo marzo quando, dopo una tentata rapina, il 15enne Ugo Russo, è morto nel pronto soccorso del Vecchio Pellegrini. Le baby gang hanno sparato sulla caserma dei carabinieri “Pastrengo“, i familiari della vittima hanno sfasciato lo stesso pronto soccorso. Nel frattempo, però, la vita a Napoli continuava e i delitti non si esaurivano. Negli stessi momenti, mentre c’era il caos prendeva il sopravvento, una donna lottava tra la vita e la morte. Quella morte che però troverà poco dopo. La causa? Purtroppo una molto frequente: le botte prese dal compagno. La denuncia arriva direttamente da Valeria Valente, senatrice napoletana del PD e presidentessa della Commissione d’Inchiesta sul Femminicidio:

Voglio parlare di una notizia che riguarda una donna e che è purtroppo passata quasi completamente inosservata, oscurata dagli eventi legati all’uccisione del quindicenne Ugo Russo da parte di un carabiniere. Si tratta di un femminicidio avvenuto nel silenzio, che mi sembra una metafora di ciò che accade spesso. Durante la devastazione del Pronto Soccorso del Pellegrini di Napoli è deceduta, nello stesso presidio ospedaliero, Irina, una donna straniera di 39 anni, pestata dal compagno. La gravità dell’assalto ad un servizio pubblico come il Pronto Soccorso, da condannare sempre e in particolare in questo momento così critico per la salute pubblica, ha spento l’interesse per il destino di una donna che era stata aggredita e picchiata ferocemente dal convivente, morta proprio nel corso dell’attacco, quindi nella violenza e nella confusione. Il mio pensiero va a Irina e alla sua famiglia, con l’auspicio che si renda giustizia a questo femminicidio.