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Napoli: due treni della Cumana si scontrano e causano 8 feriti lievi

Momenti di paura quelli vissuti ieri lungo la tratta ferroviaria della Cumana al confine tra Napoli e Pozzuoli. Nei pressi della stazione Dazio infatti due treni sono venuti a contatto. Uno dei due convogli, proveniente da Napoli e diretto a Torregaveta, si sarebbe dovuto fermare nei pressi della stazione per attendere il passaggio del secondo treno proveniente dalla direzione opposta, ma così non ha fatto e ha impegnato lo scambio mentre stava arrivando il secondo convoglio; per pochissimo i due treni non si sono trovati sullo stesso binario, evitando di causare danni maggiori a cose e persone. Fortunatamente l’impatto è avvenuto di striscio e il bilancio è di soli 8 feriti lievi e di tanto spavento tra i passeggeri. Inoltre è da sottolineare come la Cumana non disponga di sistemi automatici di protezione della marcia del treno(cosa che invece avviene per la Circumvesuviana), per cui la circolazione è affidata al rispetto visivo del semaforo, con un impianto risalente agli anni Sessanta.
Immediate sono arrivate le reazioni di alcuni esponenti delle istituzioni e della stessa società che gestisce la Cumana, l’EAV. Il sindaco di Pozzuoli Vincenzo Figliolia definisce la situazione della linea “al collasso”, polemizzando sulla qualità e la sicurezza e del trasporto regionale: “Per fortuna, e solo per questa, è stata scongiurata una tragedia. Non è la prima volta che assistiamo ad incidenti su questa tratta. Mi appello ai dirigenti Eav e al presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca: bisogna intervenire presto per offrire un servizio sicuro ed efficiente ai nostri cittadini. Questa rete di trasporto serve un bacino ampio di utenti ogni giorno, ma è al collasso: treni non funzionanti o in cattive condizioni, personale sovraccaricato, infrastrutture fatiscenti. Vogliamo interventi immediati”. Il presidente EAV De Grogorio invece spiega come a causa di un contenzioso con la Ati Bombardier, società che si sarebbe dovuta occupare dell’ammodernamento dell’esistente impianto di segnalamento, la situazione sia bloccata e gli impianti restino quelli montati nei lontani anni 60 : ”Dopo quindi ben dieci anni da quando era stato programmato un nuovo impianto di blocco automatico e telecomando tipo ACC Multistazione per il segnalamento ferroviario ed il controllo in sicurezza della circolazione treni, siamo ancora al punto di partenza. Tenteremo di trovare un accordo con ATI Bombardier per pagare quanto dovuto ma avere in contropartita un nuovo impianto di segnalamento ferroviario. La responsabilità dei ritardi e l’incapacità di trovare soluzioni transattive appare evidente”.
E sempre De Gregorio nella giornata di ieri quasi profeticamente dichiarava: “stiamo verificando la dinamica dell’incidente, è stata aperta una indagine interna. Non è da escludere che si tratti di mero errore umano”. E proprio oggi arrivano,prima le parole del macchinista coinvolto nell’incidente “Sì, è vero, ora che ci penso, forse ho fatto una cavolata… Il fatto è – prosegue – che sono arrivato troppo vicino al semaforo e mi sono fermato in un punto in cui non vedevo bene il cambio di segnaletica… “, e poi del capotreno deputato a dare il via libera, che non sarebbe sceso dal treno come da rituale ma si sarebbe limitato ad affacciarsi dal finestrino, sporgendosi con la testa e avendo in questo modo una visuale parziale e non pulita del semaforo. Entrambi rispondono di disastro ferroviario e lesioni colpose, mentre potrebbe aggravarsi la loro situazione qualora i rituali esami volti ad individuare la presenza di alcol o sostanze stupefacenti nel sangue dessero esito positivo.

di Vincenzo Persico

[dichiarazioni rilasciate all’ANSA ed al Mattino]