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Napoli, discussione tra una signora e un bagarino alla Mostra D’Oltremare: “Si trovi un lavoro serio!”, “Me lo da lei?”

Sono trascorse da pochi minuti le 11 di mattina all’esterno della Mostra D’Oltremare, aperta ufficialmente al pubblico dalle 10.30. Al suo risveglio la città di Napoli è meno luminosa del solito perché il sole, senza riuscirci, prova a farsi spazio tra le nuvole che sovrastano i palazzi. Ogni cosa è al suo posto: il traffico è ancora regolare, i semafori giocano a ping pong tra un rosso troppo lungo e un verde fugace, i parcheggiatori abusivi invitano le auto ad accostare per evitare la coda dei garage privati. Intanto, nello spiazzale principale, le tre file alla cassa sono disordinate e confuse, così qualcuno prova ad intrufolarsi senza vergogna, scavalcando gli altri, e qualcun altro, ingenuamente, si ritrova a calpestare lo stesso mattone di prima anche a distanza di dieci minuti.

La monotonia di una domenica mattina spesa come le altre, a metà tra il caffè e il ragù già pronto in cucina, è d’un tratto scossa dalle urla di una donna a metà della fila centrale: “Ma cosa vuole? Ma crede che siamo stupidi? Ma la smetta, si trovi un lavoro serio! Quello che fa è abusivo”. Il tono di voce rabbioso è indirizzato ad un “bagarino”, uno dei tanti presenti ovunque, in qualsiasi tipo di manifestazione (concerti, partite, mostre). Il bagarino è colui che acquista in blocco i biglietti di un evento e invita la folla ad acquistarne uno per evitare file spesso chilometriche: “La fa facile lei, me lo dia lei un lavoro, mi aiuti se è tanto brava”. La conversazione a distanza va avanti (“Io ho studiato, io ho una laurea, mi ha capito?”) e si conclude senza colpi di scena. La signora prosegue la sua fila, il bagarino va via con aria indifferente, coi biglietti in mano, speranzoso di poter venderli a qualcun altro.

L’istintiva reazione scatena, inevitabilmente, commenti a voce bassa tra la folla incuriosita. Ognuno dice la sua, ed occorrono pochi secondi per ricordarsi che esistono due categorie di persone, due correnti di pensiero opposte, due morali differenti racchiusi in quelli che “reagiscono” e quelli che “abbassano la testa”. È così da sempre ed il bivio esiste dappertutto, in qualsiasi circostanza, in qualsiasi città. Un signore, pur non rivolgendole la parola, si complimenta con la signora per il coraggio di ribellarsi ad una consuetudine ormai radicata nella nostra quotidianità: infrangere le regole, fregandosene altamente del fatto che vadano rispettate.

Un altro ancora, però, invita la signora a smetterla, a non far rumore, a non esagerare, come se fosse lei ad aver torto anziché ragione. “Perché dovrebbe smetterla?”, replica un altro “collega” della stessa fila: “Di cosa dobbiamo aver paura? Delle minacce? Chi è che ci protegge qui? Bravi, continuiamo a stare zitti, continuiamo a comportarci così e questa splendida città di merda resterà sempre e solo una città merda”. Il tutto dura poco meno di un minuto ed è un lampo di riflessione che contagia tutti. Punti di vista agli antipodi e scelte di vita: basta saper decidere a quale categoria di persone appartenere.

Fabio Tarantino

Giornalista e speaker, voce di Radio Punto Zero