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Come 80 anni fa una scritta antisemita ad una porta italiana: “Qui ci sono ebrei”

Più di 80 anni, eppure i rigurgiti fascisti sembrano esserci ancora. L’ultimo preoccupante episodio è successo a Mondovì, in provincia di Cuneo. Vittima la casa di Lidia Beccaria Rolfi, staffetta partigiana e deportata come politica nel campo di concentramento nazista di Ravensbrück. Sulla porta della casa è comparsa la scritta “Juden hier” (“Qui ci sono ebrei“). La donna è morta nel 1966 ma la strada della sua residenza è stata intitolata proprio a lei. In quella casa ora ci abita il figlio, Aldo, che su Facebook ha denunciato il fatto, avvenuto dopo la pubblicazione di un suo articolo dal titolo “La memoria cresce, ma anche l’antisemitismo“.

Fa effetto pensare che solo alcuni giorni fa l’ex ministro Matteo Salvini aveva analizzato l’antisemitismo incalzante degli ultimi periodi, dicendo:

Ora la massiccia presenza di immigrati provenienti da paesi musulmani contribuisce alla diffusione dell’antisemitismo anche in Italia. C’è un antisemitismo dell’estrema destra e dell’estrema sinistra. Pensiamo a Jeremy Corbyn o ad attivisti della sinistra in Germania che non vogliono essere come i nazisti eppure si trovano a boicottare prodotti israeliani.

Noi non abbiamo alcun legame con quelle organizzazioni. Alle elezioni i partiti come Casa Pound, Forza Nuova e Fiamma si presentano contro di noi e questo dimostra che noi non abbiamo legami con loro.