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Matusalem Gran Reserva 15: “il Cognac dei Rum”

Il prodotto che verrà recensito oggi è il Matusalem Gran Reserva 15, prodotto con metodo Solera ed intermedio nella gamma dell’azienda. È un blend composto da rum con un invecchiamento medio di 15 anni, avvenuto in botti di rovere francesi. È un prodotto facilmente reperibile in molti ipermercati, enoteche e in pub o bar. Ha un costo moderato per un rum di questa tipologia. Ho pensato quindi che fosse doveroso recensirlo, dato che ritengo che sia più opportuno analizzare prodotti reperibili e a portata di un vasto pubblico, anzichè focalizzarmi solo su distillati rari.
La bottiglia è elegante e, sull’etichetta, è fieramente riportata l’origine cubana, benchè, come vedremo, sia ormai prodotto in Repubblica Dominicana.
Aggiungo, come curiosità, che l’azienda lo concepisce come un Rum che strizza l’occhio ai bevitori di Cognac, infatti lo definisce fieramente “Il Cognac dei Rum”.

Cenni storici

Matusalem fu originariamente fondata a Santiago di Cuba nel 1872 ad opera dei fratelli spagnoli Benjamin ed Eduardo Camp insieme ad Evaristo Alvarez. Iniziarono a  produrre rum seguendo una ricetta da loro ideata e ben custodita. Decisero, come pochi altri distillatori, di impiegare il sistema Solera, una tecnica originariamente sviluppata in Spagna per l’invecchiamento degli Sherry e dei Brandy. Per i più curiosi, ne ho parlato nella precedente recensione del Santa Teresa 1796. Il nome ”Matusalem” venne scelto per conferire al rum un’immagine di invecchiamento superiore, riconducibile  al leggendario personaggio biblico vissuto quasi mille anni, nonché a un proverbio spagnolo che affascinò i fondatori : “Esto es mas viejo que Matusalem” (“è più vecchio di Matusalemme”, con evidente riferimento alla maturazione). I distillatori di Matusalem si prefissarono, così come molti dei loro contemporanei,  la sfida di far assurgere il rum da uno status di distillato rozzo e piratesco a quello di un prodotto raffinato di qualità superiore mantenendo, al contempo, il legame con la terra d’origine. Con impegno e dedizione, Matusalem riuscì nell’intento. Dopo nemmeno 10 anni dalla sua fondazione, infatti, il rum Matusalem ottiene il suo primo riconoscimento internazionale a cui ne seguirono numerosi altri. La storia di Matusalem è però caratterizzata anche da un evento nefasto: in seguito al turbolento periodo iniziato con la guerra Ispano-Americana e terminato con la rivoluzione Castrista, la famiglia perse la proprietà dell’azienda e venne esiliata. L’attività produttiva fu quindi ripristinata su un nuovo suolo, quello della Repubblica Dominicana, paese in cui il clima e il tipo del terreno, di aspetto similare a quello cubano, rendono possibile ottenere un’ottima qualità di zucchero di canna, indispensabile per la produzione. E’ opportuno dire, però, che oggi Matusalem non possiede più una propria distilleria ma si appoggia ad un impianto esterno per la produzione. Nonostante questo cambio di scenario, Matusalem è sempre stata dedita a raggiungere un’elevata qualità produttiva.

Concludo questa prima parte della recensione, passando senza indugio alle note degustative!

Note Degustative

Aspetto: Color Ambra

Olfatto: Si apre con note profonde di vaniglia, prosegue con cocco, tracce di pepe bianco e un dolce profumo di mandorla tostata. Presenta spezie sullo sfondo e non mancano le note del legno che ha ospitato a lungo il distillato. Buono.

Palato: Mediamente corposo ed elegante. Caldo, intrigante, presenta  un piacevole sentore legnoso, non invadente ma sottile. Presenza di caramello molto piacevole e, sullo sfondo, tracce di burro. Ravvisabile anche una nota di prugne e del cacao. Un po’ secco ma anche vellutato, ricorda a tratti un cognac. Avrei gradito un corpo più robusto ma è assolutamente bilanciato.

Finale: Mediamente lungo, abbastanza persistente. Dolce ma non troppo, con una presenza di zucchero caramellato che stempera la secchezza iniziale.

Il Matusalem Gran Riserva è decisamente interessante. Ricorda a tratti un cognac, pur essendo un rum. Non assurge ai livelli di complessità di altri imbottigliamenti della casa ma è un prodotto che reputo valido, dal costo moderato e dalla reperibilità ampia. Bevibile da solo, in abbinamento con cioccolata fondente 70-80% e, volendo, può essere usato anche per un buon cocktail al posto di rum qualitativamente inferiori.

Giuseppe Napolitano

Oltre all'immensa passione per il beverage, sfociata nella realizzazione del blog "Il Bevitore Raffinato", Giuseppe Napolitano è anche un avido lettore, amante del cinema, dei viaggi (non solo in ambito di ampliamento delle sue conoscenze sul tema beverage) e dell'informatica. E' impegnato nel sociale, essendo dapprima Socio del Rotaract Club Nola-Pomigliano d'Arco (di cui è oggi Socio Onorario, dopo un passato di affiliazione attiva) e, ora, Socio del Rotary Club omonimo. Ha fatto parte della giuria del premio "Whisky & Lode" del Roma Whisky Festival, la kermesse romana dedicata interamente al Whisky. Non ultimo, il suo spazio è annoverato tra le risorse online consigliate in due testi (tradotti in Italiano), tra quelli di maggior interesse per gli appassionati: "Degustare il Whisky di Lew Bryson e "Guida Completa al Whisky di Malto" di Micheal Jackson.