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Cosa si prevede per il mantenimento dei figli al di fuori del matrimonio?

Nell’ultimo periodo la Corte di Cassazione si è pronunciata su un’importante questione concernente il mantenimento dei figli nati al di fuori del matrimonio. Vediamo di cosa si tratta. La Sesta Sezione Penale della Suprema Corte di Cassazione, con sentenza n. 44695/2018, ha statuito il principio secondo cui l’omesso versamento dell’assegno di mantenimento costituisce una violazione degli obblighi di assistenza familiare ex art. 570bis del codice penale e si estende anche nei confronti dei figli minori nati da genitori non legati dal vincolo del matrimonio.

La vicenda trae origine dall’accusa di reato ex art 3 della legge n.54/2006 mossa nei confronti di un padre che aveva corrisposto una somma mensile inferiore a quella stabilita dal Tribunale per i Minorenni per il mantenimento dei figli nati al di fuori del rapporto coniugale. Il Tribunale aveva assolto l’imputato ritenendo che il fatto non fosse previsto dalla legge come reato. Infatti, secondo il Tribunale di primo grado la fattispecie incriminatrice circoscritta all’art. 570bis c.p, era da ascrivere come “reato proprio” del solo coniuge e non poteva essere estesa per analogia alla violazione degli obblighi di mantenimento dei figli minori nati da genitori non uniti dal vincolo del matrimonio. Il Procuratore Generale presso la Corte d’Appello proponeva ricorso in Cassazione eccependo l’inosservanza ed erronea applicazione dell’art. 570bis c.p poiché contrastava con il principio di diritto affermato dalla sentenza  n. 55744/2018 della Cassazione Penale. La Corte accoglieva il ricorso del Procuratore Generale ritenendo, per un verso, che vi fosse continuità normativa tra i fatti di reato commessi prima dell’entrata in vigore del D.Lgs. n. 21/2018 ed il nuovo articolo 570 bis c.p; per altro verso, invece, si riteneva che il delitto di cui all’articolo 570bis c.p. fosse configurabile anche in caso di violazione degli obblighi di natura patrimoniale stabiliti nei confronti dei figli minori nati da genitori non legati da un rapporto matrimoniale. La tesi che ha determinato l’assoluzione dell’imputato in primo grado è stata sostenuta dalla sentenza della Corte di Cassazione penale Sez. VI n. 2666 del 7.12.2016, poi superata dalla disciplina sul tema delle unioni civili e della responsabilità genitoriale nei confronti dei figli, introdotta dalla Legge n. 76 del 20.05.2016, in base al quale:

le disposizioni della stessa legge sull’affidamento condiviso si applicano anche ai procedimenti relativi ai figli di genitori non coniugati, accordando una più ampia e severa tutela penale ai soli figli di genitori coniugati rispetto a quelli nati fuori dal matrimonio.

Gli Ermellini hanno sostenuto che la correttezza di detto orientamento non sia venuta meno con l’introduzione dell’art. 570bis c.p, anche se la norma sanzioni testualmente la condotta del “coniuge” che si sottrae all’obbligo di corrispondere ogni forma di assegno dovuto in caso di scioglimento, di cessazione degli effetti civili o di nullità del matrimonio, ovvero violi gli obblighi di natura economia in materia di separazione dei coniugi e di affidamento condiviso dei figli. Infine, la decisione della Cassazione si coordina con la sentenza della Corte Costituzionale n. 189/2019 pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 30 del 24.07.2019 che ha definito l’orientamento adottato dagli Ermellini “nuovo diritto vivente”. E’ la stessa Corte Costituzionale ad invitare il Legislatore ad intervenire sull’art. 570bis c.p. per assicurare maggiore chiarezza e “più riconoscibilità del precetto penale da parte dei suoi destinatari“. Pertanto, si consiglia ai genitori di ottemperare a quanto disposto dalla Corte di Cassazione al fine di garantire ai figli un’esistenza dignitosa.

Carolina Cassese

Laureata in giurisprudenza presso l ‘Università degli studi di Napoli Parthenope, dopo aver svolto pratica forense nella materia di diritto civile, decide di intraprendere la carriera dell’insegnamento di diritto ed economia politica presso l’istituto paritario Kolbe di Nola. Ha conseguito diversi master e specializzazioni per l‘ insegnamento ed attualmente collabora con l‘associazione Saviogroup, di cui è vicepresidente, realizzando articoli e servizi fotografici attinenti la festa dei gigli di Nola e non solo. Membro membro del Cda della Pro loco di Nola città d ‘arte con delega alla festa dei gigli. Fa parte del direttivo dell’associazione delle reti delle macchine a spalla. Membro del coro diocesano del Duomo di Nola. Ama il nuoto la pallavolo, la ginnastica artistica e la danza classica, che ha praticato in tenerà età. Da piccola ha studiato pianoforte ed è appassionata di musica classica, napoletana e dei gigli degli anni ‘70 e ‘80. In passato ha inciso alcune canzoni dei gigli, sposando il suo amore per il canto con la festa dei gigli di Nola. Ama trascorrere i weekend al cinema o prendendo parte ad escursioni nei posti più belli della Campania.