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L’Edenlandia non apre . I tempi di apertura potrebbero essere lunghissimi. Perché!

La nuova Edenlandia, l’avveniristico parco dei divertimenti simile a quello di Gardaland, avrebbe dovuto aprire in Maggio, ma i cantieri sono ancora aperti, i lavoratori in subbuglio, tutto è fermo nella palude dell’immobilismo prodotto da disaccordi tra Mostra d’Oltremare, proprietaria dei suoli di Edenlandia), Comune e la cordata di imprenditori che avevano promesso di restituire alla città di Napoli un parco di divertimenti unico al mondo.

Intanto tra promesse e accuse che volano dall’una e dall’altra parte, non solo i i lavori per il completamento di Edenlandia,  si sono fermati ,ma si rischia di impantanarsi in una battaglia legale annunciata dagli  imprenditori della New Edenlandia  contro Comune e Mostra ,  che nel migliore dei casi azzererebbe tutto. Costringendo il Comune a bandire una nuova gara per trovare nuovi imprenditori. Nel peggiore dei casi, se la querelle giuridica non dovesse arrivare a soluzioni brevi, il rischio è di prolungare a un tempo indefinito la l’apertura del parco giochi. Con tutti i disagi che questo comporterebbe. Uno di questi è la protesta di 54 operai che si sono chiusi nella struttura da due giorni per protestare contro una loro eventuale messa in mobilità

Il Comune e la Mostra d’Oltremare chiedono che gli imprenditori se ne vadano da soli e che quindi pacificamente venga annullato il contratto. Gli imprenditori a loro volta non ci stanno proprio ad andarsene e rivendicano il lavoro fatto. Per quel che riguarda i ritardi, addossano la colpa al Comune e alla Soprintendenza, lentissimi nel concedere i permessi  per i loro interventi strutturali.  “Solo il 24 aprile 2015 la Soprintendenza ha concesso l’abbattimento di certe aree” .

Il Comune a sua volta replica: “ I permessi sono stati concessi  il 23 e 25 febbraio e il 2 e 5 marzo. Quindi la colpa non è delle istituzioni se i gli imprenditori non hanno concluso per tempo i lavori”. ”

 Perciò gli imprenditori contro la domanda di rescissione del contratto annunciano una battaglia legale