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L’appello del premio nobel per la letteratura Toni Morrison agli artisti: li invita a non mollare per “guarire la civiltà”

Toni Morrison , la grande scrittrice afro-americana, famosa per i suoi romanzi ambientati nella comunità nera di inizio 900. Ispirati quasi tutti alla volontà di non dimenticare quella pagina vergognosa della storia che è stato il Colonialismo, che ancor oggi fa sentire i suoi effetti negativi. Basta guardare in che situazione si trova l’Africa!

Tra i suoi capolavori ricordiamo: “ L’Occhio più azzurro”, “Amatissima”, Jazz”. Straordinari affreschi del periodo del Colonialismo e del post Colonialismo raccontati con l’anima che sente fino in fondo il calvario dell’uomo spogliato della sua dignità, ridotto in frantumi non solo materiali ma mentalmente  perso nel vuoto di un’ identità spaccata in tanti pezzi che la Storia non è riuscita a ricomporre.

Le sue storie non hanno mai puntato il dito contro una determinata razza, religione, cultura o società,  ma hanno racchiuso ingiustizie, violenze perpetrate sui più deboli, che si sono verificate in ogni epoca storica, con motivazioni, scenari e modalità diverse.

Ma le ragioni dell’ingiustizia e della crudeltà sono sempre state le stesse: ridurre il più debole in una condizione di sudditanza, di schiavitù, di deprivazione e umiliazione fisica e morale per una mera questione di interessi economici.

Senza curarsi delle tragiche conseguenze

La sua triste considerazione è che tutto questo non ci ha insegnato nulla . Ma la sua indole di combattente che crede nel potere dell’arte e della letteratura non le permette di arrendersi, ma anzi …

Ecco uno stralcio delle sue parole riportate da Repubblica:

Non c’è tempo per la disperazione, non c’è posto per l’autocommiserazione, non c’è spazio per la paura. E’ proprio questo il momento in cui un artista deve darsi da fare . Noi parliamo, scriviamo, noi facciamo lingua. E’ così che la civiltà guarisce.

So che il mondo è ferito e  sanguinante, e, se è importante non ignorare il suo dolore è anche fondamentale non soccombere alla sua cattiveria.

Come l’insuccesso, il caos contiene delle informazioni che possono condurre alla conoscenza, perfino alla saggezza. Come l’arte”