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La Galleria Umberto da anni è diventata l’ombra di un passato che non c’è più. Ma di chi è la colpa?

A ridosso del Maggio dei Monumenti, il Comune di Napoli alza la voce sulle condizioni della Galleria Umberto, tra i luoghi più visitati dai turisti, in quanto  monumento -simbolo della bellezza architettonica e della storia di Napoli.

L’indignazione del vice Sindaco Tommaso Sodano, parte dalle condizioni attuali della “Galleria”, dove i lavori di messa in sicurezza e di restauro sono rimasti fermi.

Lo spettacolo che tutti possiamo vedere nell’attraversarla è deprimente: transenne da tutte le parti, neppure l’ombra di un’iniziativa che punti ad attuare dei costanti lavori che ne garantiscono il ritorno al suo passato splendore, quando la Galleria Umberto, sia per la sua magnificenza, sia per il fatto di trovarsi in un posto strategico culturale, vicino al Teatro San Carlo, Piazza Trieste e Trento, il noto caffè Gambrinus, e Piazza Del Plebiscito, era davvero un salotto culturale

Sta di fatto che il Comune prima di indignarsi con i condomini che abitano i Palazzi della Galleria, sarebbe dovuto intervenire prima, quando la stessa è rimasta per anni e anni in uno stato di abbandono e di pericolosità a causa della caduta di calcinacci. Neanche la tragedia della morte del giovanissimo Salvatore Giordano, successa un anno fa( il collettivo cordoglio per la sua assurda morte non sono  serviti da monito a coordinare i lavori in modo serio e efficiente)

Invece giunge all’ultima ora “la minaccia “ di Sodano di presentare una diffida contro i condomini per intimarli ad assumersi le loro responsabilità economiche sullo stato precario della Galleria Umberto.

A loro volta i condomini protestano e rinfacciano al Comune i tanti anni di assenza e indifferenza. Molti commercianti del posto, per esempio, fanno notare al Comune quanto non si sia mai interessato delle condizioni della cupola di vetro dalla quale si infiltra l’acqua piovana.

Quindi è inutile scaricare le colpe solo su una parte. Le responsabilità vanno condivise.